Visto il successo (??!!) riscosso dal mio precedente post, darò di seguito alcuni ragguagli per chi fosse interessato a entrare a far parte nel meraviglioso circolo degli eventi di nicchia.
Qui di seguito elenco alcune cose che una persona che vuol entrare a far parte della nicchia deve assolutamente fare. Come vedete io sono a buon punto, ma devo ancora fare tanta strada...
1) Andare, almeno una volta nella vita, a un concerto degli Inti Illimani (mima)
2) Vedere almeno un film di un regista sconosciuto e sperimentale senza annoiarsi (c'ho provato ma non ce l'ho fatta)
3) Tenere in casa prodotti da bagno acquistati in un negozio equosolidale, utilizzarli e non avere reazioni allergiche (celo, ma me li hanno regalati. Vale uguale?)
4) Firmare almeno una petizione promossa da Greenpeace (celo)
5) Avere sull'hard disk minimo due canzoni di Marasco (me ne manca una)
6) Andare a cena in un ristorante vegano (mima)
7) Prendere parte ad un flash mob (celo!! non sapete cosa è un flash mob? cliccate qui
8) NON avere un cellulare che scatta le foto (il mio le scattava, poi s'è rotto perchè mi s'è spaccata una bottiglia d'acqua in borsa...conta?)
9) Bere l'amaro "Strega" dopo cena (mi dispiace ma non ce la faccio, mi fa schifo!!)
10) Prendere parte, non importa in che ruolo, ad uno spettacolo di teatro sperimentale (celo celo, eccome se celo!!!)
11) Andare a vedere uno spettacolo di teatro sperimentale (e fin qui celo) e apprezzarne i contenuti (mima!!)
12) Andare ad almeno 5 mostre di artisti sconosciuti e NON tornare a casa domandandosi "ma cosa avranno voluto rappresentare quei "cosi"? (celo!!)
13) Capitare (non per sbaglio) a una festa di elfi (celo, mi ci hanno trascinata, va bene lo stesso?)
venerdì 15 giugno 2007
giovedì 14 giugno 2007
Analisi sistematica degli eventi di nicchia
Dedico questo post a Crampo e a tutti coloro che ogni giorno rischiano la loro vita per partecipare a eventi di nicchia e per far sì che gli eventi di nicchia restino tali.
1.COS E' UN EVENTO DI NICCHIA
Sapete cosa sono gli eventi di nicchia? Sono quegli eventi, solitamente poco pubblicizzati, che richiamano una fascia di pubblico molto ristretta, principalmente composta da intenditori o presunti tali. Diciamo che l'evento di nicchia al giorno d'oggi è la risposta di nicchia alla presenza di Costantino o di un qualsivoglia tronista di Maria de Filippi in discoteca.
L'evento di nicchia richiama poche persone perchè ovviamente è un qualcosa di impopolare...di volutamente impopolare...non è per tutti, non è per la plebaglia.
2. CHI PARTECIPA AGLI EVENTI DI NICCHIA
Solitamente ci sono tre presupposti fondamentali per poter partecipare a un evento di nicchia:
a) essere intellettualoidi o fingere di esserlo
b) essere di sinistra (in effetti l'intellettuale vero è sempre di sinistra e non si pettina mai, sembra che le tre cose intellettuale, sinistra e capelli siano inscindibilmente legate)
c) non essere modaioli
tutti gli altri che vedete prendere parte all'evento di nicchia e che non si uniformano a questa descrizione possono essere:
a) infiltrati squattrinati che son finiti lì perchè non si paga
b) gente che passava di lì per caso (e che si è fermata perchè non si paga)
c) amici trascinati o convinti (perchè lì non si paga) da un amico amante delle cose di nicchia (conosco bene quest'ultima categoria)
3. COME VENIRE A CONOSCENZA DI UN EVENTO DI NICCHIA
Conosco gente (per rispetto della quale non farò nomi) che letteralmente si ciba di iniziative del genere. Nonostante le mie ripetute domande, non sono mai riuscita a sapere come facciano di preciso a sapere dove e quando si terrà un evento di nicchia.
Solitamente io vengo a sapere che ci sarà un'iniziativa del genere tramite questi amici, ma loro...loro come lo sanno? da altri amici attraverso un tam tam infinito? segnali di fumo? C'è vita su altri pianeti? sono misteri ai quali l'uomo non è ancora riuscito a darsi una risposta.
Inoltre: qualora, per puro caso, gli amanti della nicchia trovassero pubblicizzato che so, su un giornale, un evento, come fanno a capire se si tratta di un vero evento di nicchia e non un qualcosa che si spaccia per tale e che poi alla fine non lo è?
4. DOVE SI SVOLGONO GLI EVENTI DI NICCHIA
Facile, si svolgono ai margini, nei posti meno popolari e meno popolati. Solitamente nei paesini sperduti della provincia. Se poi invece sono eventi di nicchia cittadini, questi si terranno in zone periferiche, poco conosciute, poco raggiungibili, poco note.
Esempio: se volete andare a uno spettacolo teatrale di nicchia non dovete andare al teatro principale della vostra città, ma in un teatro che so, con 15 posti, ricavato in un appartamento del quartiere etnico con le pareti in carta di riso che separano il palco dal bagno.
5. QUALI SONO GLI EVENTI DI NICCHIA
Come ho già detto sono quelli meno conosciuti, sempre con un vago riscontro intellettualoide e più o meno politico...
Ma per meglio capire vi faccio alcuni esempi di possibili eventi di nicchia:
SETTORE MUSICA:
- concerto di tuareg che suonano l'hukulele seduti alla rovescia su groppe di cammelli
- Le confessioni di tutti i cantanti malesiani che si sono trovati a dormire in un albergo che poi ha preso fuoco
- Seminario che ti insegna a cantare con una narice del naso otturata da un tappino di una bic
- Dibattito: "Si suona meglio la chitarra se si ha un difetto di pronuncia?"
SEZIONE FILM E CINEMA:
- La rassegna cinematografica dei film vincitori del concorso per i migliori registi estoni senza un braccio
- Proiezione di un film girato interamente al buio di un famoso regista delle Ande
- Concorso "il miglior cortometraggio interpretato da attori che soffrono di stipsi"
SEZIONE POLITICA/SOCIALE:
- Dibattito politico: "La sinistra ha fatto abbastanza per le persone che son rimaste chiuse fuori di casa senza chiavi?"
- "Aiutiamoli": vendita di beneficienza i cui ricavati andranno a finanziare i dattilografi mancini
- "Il problema della pena di morte comminata per cacate di piccione in zone marginali dell'Antartide": riflessione serale.
SEZIONE ARTI FIGURATIVE E TEATRO:
- Spettacolo di teatro sperimentale dal titolo "Il fiume scorre all'incontrario nel paese degli antipodi", adattamento in italiano del testo di un famoso commediografo stilita del bengala. Recitato da una compagnia teatrale di ex fumatori con l'apparecchio ortodontico.
- Mostra dei migliori quadri aventi come soggetto "il sifone del lavandino"
- Incontro con gli artisti francesi che realizzano sculture in pasta per la pizza e catrame.
1.COS E' UN EVENTO DI NICCHIA
Sapete cosa sono gli eventi di nicchia? Sono quegli eventi, solitamente poco pubblicizzati, che richiamano una fascia di pubblico molto ristretta, principalmente composta da intenditori o presunti tali. Diciamo che l'evento di nicchia al giorno d'oggi è la risposta di nicchia alla presenza di Costantino o di un qualsivoglia tronista di Maria de Filippi in discoteca.
L'evento di nicchia richiama poche persone perchè ovviamente è un qualcosa di impopolare...di volutamente impopolare...non è per tutti, non è per la plebaglia.
2. CHI PARTECIPA AGLI EVENTI DI NICCHIA
Solitamente ci sono tre presupposti fondamentali per poter partecipare a un evento di nicchia:
a) essere intellettualoidi o fingere di esserlo
b) essere di sinistra (in effetti l'intellettuale vero è sempre di sinistra e non si pettina mai, sembra che le tre cose intellettuale, sinistra e capelli siano inscindibilmente legate)
c) non essere modaioli
tutti gli altri che vedete prendere parte all'evento di nicchia e che non si uniformano a questa descrizione possono essere:
a) infiltrati squattrinati che son finiti lì perchè non si paga
b) gente che passava di lì per caso (e che si è fermata perchè non si paga)
c) amici trascinati o convinti (perchè lì non si paga) da un amico amante delle cose di nicchia (conosco bene quest'ultima categoria)
3. COME VENIRE A CONOSCENZA DI UN EVENTO DI NICCHIA
Conosco gente (per rispetto della quale non farò nomi) che letteralmente si ciba di iniziative del genere. Nonostante le mie ripetute domande, non sono mai riuscita a sapere come facciano di preciso a sapere dove e quando si terrà un evento di nicchia.
Solitamente io vengo a sapere che ci sarà un'iniziativa del genere tramite questi amici, ma loro...loro come lo sanno? da altri amici attraverso un tam tam infinito? segnali di fumo? C'è vita su altri pianeti? sono misteri ai quali l'uomo non è ancora riuscito a darsi una risposta.
Inoltre: qualora, per puro caso, gli amanti della nicchia trovassero pubblicizzato che so, su un giornale, un evento, come fanno a capire se si tratta di un vero evento di nicchia e non un qualcosa che si spaccia per tale e che poi alla fine non lo è?
4. DOVE SI SVOLGONO GLI EVENTI DI NICCHIA
Facile, si svolgono ai margini, nei posti meno popolari e meno popolati. Solitamente nei paesini sperduti della provincia. Se poi invece sono eventi di nicchia cittadini, questi si terranno in zone periferiche, poco conosciute, poco raggiungibili, poco note.
Esempio: se volete andare a uno spettacolo teatrale di nicchia non dovete andare al teatro principale della vostra città, ma in un teatro che so, con 15 posti, ricavato in un appartamento del quartiere etnico con le pareti in carta di riso che separano il palco dal bagno.
5. QUALI SONO GLI EVENTI DI NICCHIA
Come ho già detto sono quelli meno conosciuti, sempre con un vago riscontro intellettualoide e più o meno politico...
Ma per meglio capire vi faccio alcuni esempi di possibili eventi di nicchia:
SETTORE MUSICA:
- concerto di tuareg che suonano l'hukulele seduti alla rovescia su groppe di cammelli
- Le confessioni di tutti i cantanti malesiani che si sono trovati a dormire in un albergo che poi ha preso fuoco
- Seminario che ti insegna a cantare con una narice del naso otturata da un tappino di una bic
- Dibattito: "Si suona meglio la chitarra se si ha un difetto di pronuncia?"
SEZIONE FILM E CINEMA:
- La rassegna cinematografica dei film vincitori del concorso per i migliori registi estoni senza un braccio
- Proiezione di un film girato interamente al buio di un famoso regista delle Ande
- Concorso "il miglior cortometraggio interpretato da attori che soffrono di stipsi"
SEZIONE POLITICA/SOCIALE:
- Dibattito politico: "La sinistra ha fatto abbastanza per le persone che son rimaste chiuse fuori di casa senza chiavi?"
- "Aiutiamoli": vendita di beneficienza i cui ricavati andranno a finanziare i dattilografi mancini
- "Il problema della pena di morte comminata per cacate di piccione in zone marginali dell'Antartide": riflessione serale.
SEZIONE ARTI FIGURATIVE E TEATRO:
- Spettacolo di teatro sperimentale dal titolo "Il fiume scorre all'incontrario nel paese degli antipodi", adattamento in italiano del testo di un famoso commediografo stilita del bengala. Recitato da una compagnia teatrale di ex fumatori con l'apparecchio ortodontico.
- Mostra dei migliori quadri aventi come soggetto "il sifone del lavandino"
- Incontro con gli artisti francesi che realizzano sculture in pasta per la pizza e catrame.
martedì 12 giugno 2007
uscendo dal mio corpo (e avendo molta paura)
Oggi ho chiuso per ferie per un giorno.
Non sono andata come di consueto in archivio a studiare per la tesi, ho disertato yoga (Crampo, non me ne avere ma c'ho Arturo solo in casa visto che i miei son andati a cena alla sagra di non so cosa, forse della cotica), domani sono in ferie da lavoro per andare a studiare in archivio.
Praticamente ho preso ferie domani per essere in ferie oggi pomeriggio.
Fra tesi, lavoro e altro non ho tempo per nulla. Mi è stato chiesto "ma quando ti diverti?" ho risposto "quando dormo". Non scherzavo. Infatti oggi pomeriggio "mi sono divertita".
Solo che quando dormo di pomeriggio, almeno io, sto tutta rintronata poi. E rifletto...e rimugino...
Non c'ho voglia di nulla in questo periodo.
La frase più irritante? "Eh, ma se fai così non troverai mai il fidanzato, devi uscire!" dice mia madre e il famoso parentado della sit com...ultimamente ci batte su questo argomento. Cazzo, fatemi laureare, che è già un casino così!! Poi ci sono almeno due punti in questa frase che non mi sconfinferano:
1)Il fatto che presuppongano che io DEBBA trovarmi un fidanzato
2) Il fatto che presuppongano che io VOGLIA trovarmi un fidanzato
Per carità, avere corteggiatori mi farebbe piacere (ed è difficile trovarne quando lavori in un ufficio con sole donne e studi in seminario, a meno che una non voglia rimorchiare un prete, e me ne guardo bene!! Per chi non mi conoscesse: non sto diventando prete, faccio una tesi sui codici liturgici miniati che si trovano in seminario!!)solo che, come ho detto anche oggi parlando, mi fa una fatica immane.
Mi fa una fatica immane lo sforzo che si deve fare per trovare qualcuno, per piacere a qualcuno. Vorrei piacere per quella che sono, per i miei momenti allegri e per quelli di scazzo. Essere libera di essere me stessa almeno una volta tanto, uscita da lavoro, uscita di seminario, uscita dal seminato!! Se vi va bene sono così, altrimenti tanti saluti.
Non c'ho voglia di darmi da fare per piacere. Già ho troppi pensieri.Sul lavoro devo fare le cose perbene ovviamente, la tesi poi non ne parliamo...
Quando ero più pischelletta devo ammettere che era più facile: avevo dalla mia i miei sogni, credevo nella storia, nel darsi da fare per far sì che una storia durasse, crescesse. Poi ho capito che comunque non si può recitare a lungo una parte, cercare di cambiare la propria natura, essere ciò che non si è. Per carità, un minimo ci si deve adattare, ma le persone non cambiano.
Io non cambio, non so se per presa di posizione o per un'oggettiva impossibilità a cambiare. Più si va avanti negli anni, dicevo, più è difficile. A 19 ci credi, ma già a 27 (sì, Crampo, crisi dei 30 anni anticipata, lo so, lo so. Almeno ho solo un invecchiamento precoce per quanto riguarda i pensieri, non della pelle o dei capelli che diventano bianchi)è un casino. Non ci credi più, hai preso delle batoste e soprattutto ti sei abituata a vivere da sola, da single...e più vivi da single più è difficile accettare qualcuno accanto.
Ci sono gli uomini che vogliono la donna forte al loro fianco, ma una persona, donna o uomo che sia, ha pur sempre i suoi momenti di debolezza che non può soffocare se non uccidendo una parte di sè. Perchè sti coglioni non imparano come tutti a bastare a se stessi (no, non parlo della masturbazione) e a essere forti da soli?
Ci sono quelli che vogliono l'oggetto da esporre, e non sempre una persona può essere perfetta, bella e attraente, gentile e simpatica. Ci sono i giorni in cui hai i brufoli, i peli sulle gambe (dannazione, poi quei maledetti in estate ricrescono pure più in fretta, io che son fissata sto sempre col pentolino di cera in mano!), un orzaiolo all'occhio(mai avuti, deo gratias).
Ci sono quelli che vogliono la donna che li ascolti sempre. Cazzo, bimbi, ma vi siete resi conto di quanto siete pallosi a volte?Due palle starvi sempre ad ascoltare!
Non voglio più essere la donna ideale perchè non c'ho tempo, non c'ho voglia, non mi interessa più...permettetemi di essere solo me stessa e non romperò più le palle a nessuno!
Per chi se lo stesse chiedendo: sì, mi devono venire!
Non sono andata come di consueto in archivio a studiare per la tesi, ho disertato yoga (Crampo, non me ne avere ma c'ho Arturo solo in casa visto che i miei son andati a cena alla sagra di non so cosa, forse della cotica), domani sono in ferie da lavoro per andare a studiare in archivio.
Praticamente ho preso ferie domani per essere in ferie oggi pomeriggio.
Fra tesi, lavoro e altro non ho tempo per nulla. Mi è stato chiesto "ma quando ti diverti?" ho risposto "quando dormo". Non scherzavo. Infatti oggi pomeriggio "mi sono divertita".
Solo che quando dormo di pomeriggio, almeno io, sto tutta rintronata poi. E rifletto...e rimugino...
Non c'ho voglia di nulla in questo periodo.
La frase più irritante? "Eh, ma se fai così non troverai mai il fidanzato, devi uscire!" dice mia madre e il famoso parentado della sit com...ultimamente ci batte su questo argomento. Cazzo, fatemi laureare, che è già un casino così!! Poi ci sono almeno due punti in questa frase che non mi sconfinferano:
1)Il fatto che presuppongano che io DEBBA trovarmi un fidanzato
2) Il fatto che presuppongano che io VOGLIA trovarmi un fidanzato
Per carità, avere corteggiatori mi farebbe piacere (ed è difficile trovarne quando lavori in un ufficio con sole donne e studi in seminario, a meno che una non voglia rimorchiare un prete, e me ne guardo bene!! Per chi non mi conoscesse: non sto diventando prete, faccio una tesi sui codici liturgici miniati che si trovano in seminario!!)solo che, come ho detto anche oggi parlando, mi fa una fatica immane.
Mi fa una fatica immane lo sforzo che si deve fare per trovare qualcuno, per piacere a qualcuno. Vorrei piacere per quella che sono, per i miei momenti allegri e per quelli di scazzo. Essere libera di essere me stessa almeno una volta tanto, uscita da lavoro, uscita di seminario, uscita dal seminato!! Se vi va bene sono così, altrimenti tanti saluti.
Non c'ho voglia di darmi da fare per piacere. Già ho troppi pensieri.Sul lavoro devo fare le cose perbene ovviamente, la tesi poi non ne parliamo...
Quando ero più pischelletta devo ammettere che era più facile: avevo dalla mia i miei sogni, credevo nella storia, nel darsi da fare per far sì che una storia durasse, crescesse. Poi ho capito che comunque non si può recitare a lungo una parte, cercare di cambiare la propria natura, essere ciò che non si è. Per carità, un minimo ci si deve adattare, ma le persone non cambiano.
Io non cambio, non so se per presa di posizione o per un'oggettiva impossibilità a cambiare. Più si va avanti negli anni, dicevo, più è difficile. A 19 ci credi, ma già a 27 (sì, Crampo, crisi dei 30 anni anticipata, lo so, lo so. Almeno ho solo un invecchiamento precoce per quanto riguarda i pensieri, non della pelle o dei capelli che diventano bianchi)è un casino. Non ci credi più, hai preso delle batoste e soprattutto ti sei abituata a vivere da sola, da single...e più vivi da single più è difficile accettare qualcuno accanto.
Ci sono gli uomini che vogliono la donna forte al loro fianco, ma una persona, donna o uomo che sia, ha pur sempre i suoi momenti di debolezza che non può soffocare se non uccidendo una parte di sè. Perchè sti coglioni non imparano come tutti a bastare a se stessi (no, non parlo della masturbazione) e a essere forti da soli?
Ci sono quelli che vogliono l'oggetto da esporre, e non sempre una persona può essere perfetta, bella e attraente, gentile e simpatica. Ci sono i giorni in cui hai i brufoli, i peli sulle gambe (dannazione, poi quei maledetti in estate ricrescono pure più in fretta, io che son fissata sto sempre col pentolino di cera in mano!), un orzaiolo all'occhio(mai avuti, deo gratias).
Ci sono quelli che vogliono la donna che li ascolti sempre. Cazzo, bimbi, ma vi siete resi conto di quanto siete pallosi a volte?Due palle starvi sempre ad ascoltare!
Non voglio più essere la donna ideale perchè non c'ho tempo, non c'ho voglia, non mi interessa più...permettetemi di essere solo me stessa e non romperò più le palle a nessuno!
Per chi se lo stesse chiedendo: sì, mi devono venire!
domenica 10 giugno 2007
Il mio sabato sera
Proprio non capisco come mai quando esco mi ritrovo sempre in situazioni strane che possono sfociare ora nell'assurdo, ora nello squallido, ora nel trash.
Ieri sera direi che la situazione era sul trash andante.
Senza ben sapere nè come nè perchè mi ritrovo ad una cena. Avevano prenotato in un circolo arci. Ora, qui occorre fare una digressione.
La nostra società si fondava un tempo quasi completamente sui circoli arci, erano parte integrante della società, della cultura, riempivano le giornate, le domeniche pomeriggio altrimenti vuote...
Ora, in un mondo dove gli aperitivi modaioli hanno avuto la meglio, il circolo arci è divenuta una realtà diversa. I circoli cittadini sono praticamente scomparsi, non avendo più ragione d'essere, mentre quelli di periferia o dei paesini della provincia sono rimasti vivi, quasi come un unico faro per il paese, dove la gente si ritrova, può bere un caffè, può guardare la partita etc..
Esiste però una terza categoria, quella che io chiamo dei circolini "bastardi". Trattasi di circoli che, per far quadrare il bilancio, si sono in un qualche modo adeguati alla società contemporanea, abbandonando il pavimento a piastrelle anni 70 e le sedie rosse scolorite dalle intemperie e con una scusa banale (che può essere la rosticciana più buona dei dintorni, il ballo liscio tutti i sabati per 6 mesi l'anno, la pizza napoletana...) si sono aperti al grande pubblico. Questi maledetti circoli bastardi hanno alzato la cresta, al suo interno l'arredamento alla "vorrei ma non posso" ha preso il posto a quello anni 70 e anche chi ci lavora o li frequenta ha quella puzza sotto il naso tipica da circolinista arricchito.
Ecco, ieri sera son finita a cena in uno di questi circolini bastardi di cui parlo, poco "vorrei" e molto "ma non posso". Ovviamente, essendo una ventina, era stato prenotato. Ci confinano in una specie di veranda in plastica chiusa, praticamente un forno termoventilato le cui pareti prefabbricate non riescono a difenderci dall'orrenda musica proveniente dall'adiacente pista di ballo liscio...anzi! mi sa che eravamo proprio accanto ad una cassa "pompata" a livelli improponibili!!
Appena ci mettiamo a sedere un ometto basso e tarchiato col volto da mastino ci dice con aria torva e minacciosa "ragazzi, io non so chi ha prenotato per voi, ma noi all'undici si chiude, fosse per me non vi avrei nemmeno fatti entrare" (erano le 9 e mezza)...già questo di per sè non era un buon inizio.
Nemmeno il tempo di guardare il menù che c'era già la ragazza a prendere le ordinazioni. Da lì in poi la situazione peggiora sensibilmente, grazie anche al contributo della pista da ballo che ci sciorina i peggiori successi anni 80 ricantati in versione liscio da un cantante che manco sapeva l'inglese e diceva parole a caso a seconda della musica tipo "uicciu uacia".
Un altro tipo, non so se il capo o chi per lui, con gli occhiali da vista che gli penzolano sul collo con una cordicella e l'aria da amministratore di condominio incazzato, viene a più riprese al nostro tavolo dicendo ora all'uno ora all'altro con scortesia epocale "guarda, il fritto s'è finito"..."i gamberetti non ci sono"..."la lombatina e un ti si pol fare". Il massimo viene toccato quando va da una mia amica e le fa "il fritto e un ci s'ha." aggiungendo, dopo aver indicato la pasta che stava mangiando "tu mangerai codesta e basta",
Ci portano la roba tutta insieme, per la fretta di sbarazzarsi di noi: antipasti insieme a pizze e penne e rosticciane...già mangiare con una pistola alla tempia mi indispone...la scortesia nei posti mi indispone ancora di più...ma se tutto questo è condito da canzoni anni 80 in versione samba cantate malissimo e sparate direttamente nelle trombe d'eustachio a non so quanti decibel credetemi, mi scatta un po' d'istinto omicida!!
Morale della favola riusciamo non so come a finire entro le 11 (io avevo il singhiozzo da quanto mi avevano fatto mangiare veloce!) e abbandoniamo tutti incazzati neri quel luogo di perdizione prima che la musica da liscio, ormai entrata nelle nostre vene, ci porti a buttarci in pista e volteggiare ancheggiando scoordinatamente fra settantenni in calore.
Quanto a me, che per rappresaglia ho rubato una saliera in plastica, andandomene ho gettato un po' di sale alle spalle per esorcizzare il posto...non si sa mai!!!
Ieri sera direi che la situazione era sul trash andante.
Senza ben sapere nè come nè perchè mi ritrovo ad una cena. Avevano prenotato in un circolo arci. Ora, qui occorre fare una digressione.
La nostra società si fondava un tempo quasi completamente sui circoli arci, erano parte integrante della società, della cultura, riempivano le giornate, le domeniche pomeriggio altrimenti vuote...
Ora, in un mondo dove gli aperitivi modaioli hanno avuto la meglio, il circolo arci è divenuta una realtà diversa. I circoli cittadini sono praticamente scomparsi, non avendo più ragione d'essere, mentre quelli di periferia o dei paesini della provincia sono rimasti vivi, quasi come un unico faro per il paese, dove la gente si ritrova, può bere un caffè, può guardare la partita etc..
Esiste però una terza categoria, quella che io chiamo dei circolini "bastardi". Trattasi di circoli che, per far quadrare il bilancio, si sono in un qualche modo adeguati alla società contemporanea, abbandonando il pavimento a piastrelle anni 70 e le sedie rosse scolorite dalle intemperie e con una scusa banale (che può essere la rosticciana più buona dei dintorni, il ballo liscio tutti i sabati per 6 mesi l'anno, la pizza napoletana...) si sono aperti al grande pubblico. Questi maledetti circoli bastardi hanno alzato la cresta, al suo interno l'arredamento alla "vorrei ma non posso" ha preso il posto a quello anni 70 e anche chi ci lavora o li frequenta ha quella puzza sotto il naso tipica da circolinista arricchito.
Ecco, ieri sera son finita a cena in uno di questi circolini bastardi di cui parlo, poco "vorrei" e molto "ma non posso". Ovviamente, essendo una ventina, era stato prenotato. Ci confinano in una specie di veranda in plastica chiusa, praticamente un forno termoventilato le cui pareti prefabbricate non riescono a difenderci dall'orrenda musica proveniente dall'adiacente pista di ballo liscio...anzi! mi sa che eravamo proprio accanto ad una cassa "pompata" a livelli improponibili!!
Appena ci mettiamo a sedere un ometto basso e tarchiato col volto da mastino ci dice con aria torva e minacciosa "ragazzi, io non so chi ha prenotato per voi, ma noi all'undici si chiude, fosse per me non vi avrei nemmeno fatti entrare" (erano le 9 e mezza)...già questo di per sè non era un buon inizio.
Nemmeno il tempo di guardare il menù che c'era già la ragazza a prendere le ordinazioni. Da lì in poi la situazione peggiora sensibilmente, grazie anche al contributo della pista da ballo che ci sciorina i peggiori successi anni 80 ricantati in versione liscio da un cantante che manco sapeva l'inglese e diceva parole a caso a seconda della musica tipo "uicciu uacia".
Un altro tipo, non so se il capo o chi per lui, con gli occhiali da vista che gli penzolano sul collo con una cordicella e l'aria da amministratore di condominio incazzato, viene a più riprese al nostro tavolo dicendo ora all'uno ora all'altro con scortesia epocale "guarda, il fritto s'è finito"..."i gamberetti non ci sono"..."la lombatina e un ti si pol fare". Il massimo viene toccato quando va da una mia amica e le fa "il fritto e un ci s'ha." aggiungendo, dopo aver indicato la pasta che stava mangiando "tu mangerai codesta e basta",
Ci portano la roba tutta insieme, per la fretta di sbarazzarsi di noi: antipasti insieme a pizze e penne e rosticciane...già mangiare con una pistola alla tempia mi indispone...la scortesia nei posti mi indispone ancora di più...ma se tutto questo è condito da canzoni anni 80 in versione samba cantate malissimo e sparate direttamente nelle trombe d'eustachio a non so quanti decibel credetemi, mi scatta un po' d'istinto omicida!!
Morale della favola riusciamo non so come a finire entro le 11 (io avevo il singhiozzo da quanto mi avevano fatto mangiare veloce!) e abbandoniamo tutti incazzati neri quel luogo di perdizione prima che la musica da liscio, ormai entrata nelle nostre vene, ci porti a buttarci in pista e volteggiare ancheggiando scoordinatamente fra settantenni in calore.
Quanto a me, che per rappresaglia ho rubato una saliera in plastica, andandomene ho gettato un po' di sale alle spalle per esorcizzare il posto...non si sa mai!!!
venerdì 8 giugno 2007
A volte...
mercoledì 6 giugno 2007
La mia sit com
Certe volte mi capita di estraniarmi dalle situazioni, di uscire dalla realtà anche se solo con la mente, e di vedere le cose che mi coinvolgono dall'esterno. Ecco, quando faccio sta cosa un po' stile Allie Mc Beal a casa mia e osservo la situazione dall'esterno...mi pare proprio una sit com americana.
C'è tutto: il padre distratto e patito della bici e del fai da te, la mamma che lavora, spesso nervosa e stressata, io, figlia degenere disordinata, sarcastica e del tutto priva di buonismi e tutta una serie di personaggi di contorno: i vicini pazzoidi, i parenti, il cane, il gatto, la zia invadente.
A volte mi pare di sentire pure le risate registrate, a quel punto cerco di guardare dietro le telecamere e trovare il viso del regista per avere delle direttive, invece mi rendo conto che questa non è una sit com ma la realtà, la mia realtà.
Ecco, al papa, ai preti e a tutti coloro che predicano la famiglia, il family day etc gli vorrei dire: "o venite un poino a passare una settimana da me, poi me lo raccontate se la famiglia vi garba sempre".
Comunque, avevo già parlato della Pasqua a casa mia, della passione per la Giustizia (con la Gi maiuscola) di mia madre...oggi è la volta di un problema toccante: l'avere attenzione.
Ora, io di solito in casa parlo poco, principalmente perchè io e i miei difficilmente ci troviamo tutti a casa nello stesso momento, avendo orari diversi. Sì, vabbè, parlo col cane, ma quella è un'altra cosa. Non è un vero dialogo: lui non mi risponde mai e io nemmeno gli faccio delle domande o gli dico cose che hanno bisogno di replica. Gli faccio vocine sceme e gli dico cose tipo "ma come sei bellino bellino bellinoooo! w i canini! Il mio regno per un canino bianco!!" Ok, sto divagando e perdendo la mia dignità due in uno.
Dicevo che abbiamo poche occasioni di parlare a parte la mattina alle 7 e 30 quando ci prepariamo per andare a lavoro, ma in tal caso so solo emettere grugniti privi di senso, e la sera a cena, quando di solito infamiamo Berlusconi. Però a volte uno ha bisogno di fare anche delle comunicazioni urgenti, non di parlare di cose concrete. Dire frasi del tipo: mamma, è finito il sapone, babbo, ti ha chiamato tizio e ha detto di ritelefonargli. Ecco, queste cose qua non si possono fare se in casa mia c'è mia zia (praticamente quasi sempre) per due motivi seplicissimi: parla in continuazione e ha una voce altissima alla quale è impossibile andare sopra. Non puoi attendere che lei finisca il suo turno e iniziare a tua volta a parlare per fare la suddetta comunicazione per il motivo che lei non smette MAI di parlare, nemmeno quando mangia (fra l'altro ha poco appetito e mangia pochissimo. Se poi riesci per puro caso a iniziare la frase che ti preme tanto ("mamma, hai visto per caso i miei occhiali" oppure "ti ha chiamato la rappresentante della tupperware") la zia ti interrompe con la sua voce altissima dicendo o cose che lei ritiene inerenti all'argomento (nel primo caso ad esempio: "ma lo sai che la Tizia si è comprata un paio di occhiali nuovi?") oppure iniziando un nuovo discorso che lei crede più pressante ("Il mio cane ha una gravidanza isterica") Ora, come avrete notato, il problema non è l'instaurare un dialogo. Il problema è proprio parlare, cazzo!!
Ebbene, io ho trovato una soluzione. Non sarà magari la più elegante, o la più diplomatica, ma comunque la sua efficacia è indiscutibile.
Essendo mia zia molto religiosa, solo toccando le alte sfere riesci ad avere l'attenzione. Un po' come quando la polizia per dirimere una guerriglia spara per aria. Ecco, uguale. Io ho imparato che in questi casi la sola cosa da fare è iniziare la frase con un bel moccolo ad alta voce(In toscano moccolo non vuol dire moccio ma bestemmia) e, badate bene, io sono una persona che non ama le bestemmie, quindi questo dimostra che prima di arrivare a questo punto le ho provate proprio tutte ma tutte tutte.
Se dico per esempio "porco cane (dove la parola cane viene nella realtà dei fatti sostituita dal nome di una divinità) mamma, ti hanno chiamato da lavoro" so per certo che dopo la bestemmia mia zia cadrà in un silenzio glaciale di alcuni secondi che mi permetterà di avere tutta l'attenzione di cui ho bisogno per effettuare la mia breve ma urgente comunicazione.
Lo so, è assurdo, ma questa è la mia famiglia.
A tanto si deve scendere per poter proferire una semplice frase in casa mia: ci si deve dannare l'anima.
C'è tutto: il padre distratto e patito della bici e del fai da te, la mamma che lavora, spesso nervosa e stressata, io, figlia degenere disordinata, sarcastica e del tutto priva di buonismi e tutta una serie di personaggi di contorno: i vicini pazzoidi, i parenti, il cane, il gatto, la zia invadente.
A volte mi pare di sentire pure le risate registrate, a quel punto cerco di guardare dietro le telecamere e trovare il viso del regista per avere delle direttive, invece mi rendo conto che questa non è una sit com ma la realtà, la mia realtà.
Ecco, al papa, ai preti e a tutti coloro che predicano la famiglia, il family day etc gli vorrei dire: "o venite un poino a passare una settimana da me, poi me lo raccontate se la famiglia vi garba sempre".
Comunque, avevo già parlato della Pasqua a casa mia, della passione per la Giustizia (con la Gi maiuscola) di mia madre...oggi è la volta di un problema toccante: l'avere attenzione.
Ora, io di solito in casa parlo poco, principalmente perchè io e i miei difficilmente ci troviamo tutti a casa nello stesso momento, avendo orari diversi. Sì, vabbè, parlo col cane, ma quella è un'altra cosa. Non è un vero dialogo: lui non mi risponde mai e io nemmeno gli faccio delle domande o gli dico cose che hanno bisogno di replica. Gli faccio vocine sceme e gli dico cose tipo "ma come sei bellino bellino bellinoooo! w i canini! Il mio regno per un canino bianco!!" Ok, sto divagando e perdendo la mia dignità due in uno.
Dicevo che abbiamo poche occasioni di parlare a parte la mattina alle 7 e 30 quando ci prepariamo per andare a lavoro, ma in tal caso so solo emettere grugniti privi di senso, e la sera a cena, quando di solito infamiamo Berlusconi. Però a volte uno ha bisogno di fare anche delle comunicazioni urgenti, non di parlare di cose concrete. Dire frasi del tipo: mamma, è finito il sapone, babbo, ti ha chiamato tizio e ha detto di ritelefonargli. Ecco, queste cose qua non si possono fare se in casa mia c'è mia zia (praticamente quasi sempre) per due motivi seplicissimi: parla in continuazione e ha una voce altissima alla quale è impossibile andare sopra. Non puoi attendere che lei finisca il suo turno e iniziare a tua volta a parlare per fare la suddetta comunicazione per il motivo che lei non smette MAI di parlare, nemmeno quando mangia (fra l'altro ha poco appetito e mangia pochissimo. Se poi riesci per puro caso a iniziare la frase che ti preme tanto ("mamma, hai visto per caso i miei occhiali" oppure "ti ha chiamato la rappresentante della tupperware") la zia ti interrompe con la sua voce altissima dicendo o cose che lei ritiene inerenti all'argomento (nel primo caso ad esempio: "ma lo sai che la Tizia si è comprata un paio di occhiali nuovi?") oppure iniziando un nuovo discorso che lei crede più pressante ("Il mio cane ha una gravidanza isterica") Ora, come avrete notato, il problema non è l'instaurare un dialogo. Il problema è proprio parlare, cazzo!!
Ebbene, io ho trovato una soluzione. Non sarà magari la più elegante, o la più diplomatica, ma comunque la sua efficacia è indiscutibile.
Essendo mia zia molto religiosa, solo toccando le alte sfere riesci ad avere l'attenzione. Un po' come quando la polizia per dirimere una guerriglia spara per aria. Ecco, uguale. Io ho imparato che in questi casi la sola cosa da fare è iniziare la frase con un bel moccolo ad alta voce(In toscano moccolo non vuol dire moccio ma bestemmia) e, badate bene, io sono una persona che non ama le bestemmie, quindi questo dimostra che prima di arrivare a questo punto le ho provate proprio tutte ma tutte tutte.
Se dico per esempio "porco cane (dove la parola cane viene nella realtà dei fatti sostituita dal nome di una divinità) mamma, ti hanno chiamato da lavoro" so per certo che dopo la bestemmia mia zia cadrà in un silenzio glaciale di alcuni secondi che mi permetterà di avere tutta l'attenzione di cui ho bisogno per effettuare la mia breve ma urgente comunicazione.
Lo so, è assurdo, ma questa è la mia famiglia.
A tanto si deve scendere per poter proferire una semplice frase in casa mia: ci si deve dannare l'anima.
domenica 3 giugno 2007
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