lunedì 24 dicembre 2007

Natale sarcastico


Stamani una pace inaudita regnava ovunque.
Mi alzo con gli occhi ancora abbottonati per andare a lavoro. Fuori è buio. Il cane dorme tranquillamente nella cuccia. Scavalco accuratamente la valigia ancora da disfare che ieri sera ho lasciato ai piedi del letto e, mentre il mio cervello sta ancora nel mondo dei sogni, comincio la classica tiritera mattutina: caffèlavarsivestirsitruccarsichiudolaportasalgoinmacchinaecciao.
Per strada non incontro quasi nessuno: cavoli quanta poca gente, Dio benedica la chiusura delle scuole! Arrivo sul posto di lavoro prima di sempre. Trovo parcheggio proprio davanti (meglio di così..)salgo le scale e tutto il piano è ancora al buio.
Sono io ad accendere i neon del piano, poi entro nell'ufficio.
Sulla scrivania c'è un quintale di biglietti di auguri arrivati da chissà dove a ricordarmi che è la vigilia di Natale. Un QUINTALE di biglietti. Di auguri. Di Natale. Già, fantastico. Sono per il SINDACO. E io NON sono il sindaco. Sono un QUINTALE. Il mio compito: controllare i mittenti. Vedere se a loro si è già mandata la cartolina di auguri. Qualora non sia stata già mandata, rimandar loro una cartolina. Inserire l'indirizzo nuovo nell'indirizzario. Poi archiviarli nell'apposita cartellina. a proposito. Vi ho già detto che sono un QUINTALE?
Al piano di sotto è aperto un solo ufficio, con la metà del personale. Gli altri son tutti in vacanza. Sento un gran vociare. Stanno festeggiando il Natale, mangiano biscotti e bevono spumante e qualcuno ha un buffo cappellino da Babbo Natale in testa. Noi abbiamo già festeggiato venerdì, oggi si lavora.
Secondo compito: andare al mercato a distribuire volantini pubblicitari per non so cosa. Fa freddo ed è umido. La gente in giro si affretta per fare gli ultimi acquisti di Natale. Mi guarda con diffidenza mentre porgo loro i volantini. Qualcuno mi scansa. Io li guardo con aria di supplica: vi prego, fatemi distribuire questi cazzo di volantini così posso tornare in ufficio al caldo!!
Faccio appena il gesto di dare un volantino a una donnina che questa mi si rigira come una vipera e mi fa: "no, non compro nulla, sono stufa di voi usciti di comunità che volete affibbiarci le cartoline in cambio di un'offerta!! Andate a lavorare!". Rimango interdetta, neanche il tempo di dirle: "veda un po' di andarsene affanculo per questo Natale!".
Quando inizio a sentirmi come la piccola fiammiferaia mezza congelata (ricordate la storia patetica della bimba che vende i fiammiferi la vigilia di Natale e ci resta secca?) mi rendo conto che finalmente i volantini sono finiti. Pareggio i conti con me stessa e col destino avverso fermandomi al banco che avevo davanti mentre distribuivo i volantini, dove un twin set a righe mi guardava con aria di sfida. Pochi euro ed è mio. Ride ben chi ride ultimo!
Torno in ufficio e finisco la mattinata attaccando etichette su un migliaio di lettere.
Torno a casa. Sì vabbè, le scuole saranno pure chiuse, ci sarà pure poco traffico, ma gli stronzi che vanno a 20 dove non si può sorpassare li trovo solo io?
Fuori dalla porta di casa mia c'è un lumino appeso. Sì un lumino, cazzo, che penzola sopra la porta. Con una candela rossa dentro che brilluccica fioca. Per poco non ci batto il naso. Sono tentata di fare il segno della croce, già pronta a trovarmi davanti una bara con chissà chi dentro quando corre mia madre giuliva ad aprirmi la porta e, indicandomi l'obbrobrio, mi chiede se mi piace la sua ultima decorazione natalizia. (AARGH)
Casa mia è invasa di regali. Mia madre è in fibrillazione. Mia zia pure. Ogni 3 minuti mi chiede urlando (dal piano terra al secondo piano dove sono io) che mi ha regalato il tale o il tal altro. Rispondo secca e poi mi scambio uno sguardo di intesa con la mia gatta che dorme al mio fianco.
Ho un sonno bestia, vorrei dormire. Invece devo finire la tesi e ricorreggerla perchè fra pochi giorni si consegna, cavoli!
Ciononostante sono felice che sia Natale. Non me lo sto godendo per niente ma adoro l'atmosfera natalizia che mi ronza intorno come una colonna sonora totalmente in dissonanza con le azioni del film. Niente male questo Natale sarcastico. Niente male davvero.
Auguroni a tutti eccetto a quella stronza della donnina che mi ha scambiato per una uscita di comunità. E poi che cazzo, ma anche se fossi uscita di comunità potevi rispondermi più a garbo no? dopotutto è Natale... Ma vaffanculo!!

lunedì 10 dicembre 2007

Natale alle porte

Da molto tempo non scrivo qui. Ormai non sono più un'assidua scrittrice da quando sono diventata una studentessa/laureanda/lavoratrice/civilista/pendolare per amore.
Arrivo alla sera stremata che non so più nemmeno da che parte di mondo stia. Dopo il lavoro la giornata diviene una veloce corsa inseguita dalla sera. Devo fare più cose possibili concentrandole in un solo pomeriggio. Fra questo alcune sono obbligatorie: portare fuori il cane, lavorare alla tesi, vari ed eventuali impegni. Poi ci sono gli optional che hanno sempre meno spazio: per esempio, la parrucchiera si può rimandare; lo stesso vale per andare a comperare cose di cui ho bisogno, pulire la macchina, riordinare la camera. Se ho tempo le faccio, altrimenti rimando a data da destinarsi.
Le settimane si sono susseguite una dietro l'altra veloci e già il Natale è alle porte.
Da qui le famose QNAC (Questioni Natalizie A Catena in quanto da una si genera l'altra in un eterno e inquietante gioco di scatoline cinesi). Ecco un esempio, non solo di questioni natalizie, ma anche di cosa mi passa per la mente.
1) Cazzo devo fare l'albero...vabbè ci penserà la mamma...ok, la mamma ci ha pensato...e ovviamente ha fatto un albero kitsh che mi fa cacare...e tutte le volte che scendo in salotto e vedo quella baroccata mi sale la stizza per non averlo fatto io.
2) Almeno il presepe porco giuda lo devo fare io eh altrimenti mamma fa anche quello coi personaggi in cartapesta comprati a Napoli durante il suo viaggio di nozze e che ora son tutti mezzi marci e puzzano di muffa (oltre che kitsch)...ma tempo non ne ho...vabbè, intanto inizierò a sgomberare il ripiano della credenza, quello in alto. Meglio farlo in alto: non lo vede nessuno ma almeno nè il cane nè il gatto mi ci pisciano.
3) Merda, i regali di Natale. Tanto per cominciare, a chi li faccio? E' proprio necessario farli a tutti? Posso saltare qualcuno? E se poi quelli a cui non l'ho specificamente comprato mi regalano qualcosa? che faccio? ok, allora compro i 6 regali FONDAMENTALI, quelli accuratamente scelti e suddivisi fra ragazzo amici, e parenti strettissimi (babbo e mamma)e poi ne compro 3 jolly ovvero regali impersonali che posso rifilare a chi, prima del 25, si presenterà sotto casa mia a portarmi l'ignobile pacchetto.
4)Ok. Stabilito QUANTI ne devo comprare devo decidere COSA devo comprare e soprattutto DOVE per non parlare del QUANDO. Già, quando cazzo li compro? Allora, domani e dopodomani pomeriggio lavoro. Mi resta quindi la fine di questa settimana e parte della prossima. L'importante è NON andare di sabato o domenica. Stare alla larga dal centro e dai centri commerciali. Già, perchè non voglio nemmeno pensare cosa succede sotto natale nei centri commerciali...brr...
5) Natale...feste di Natale...e già parte l'allarme per l'ultimo dell'anno...Noo cazzo l'ultimo dell'anno. Che rogna! Dove vado? Soldi zero. Voglia di girare zero. Cosa faccio? Aiuto, aiuto! Mi prende il panico, l'angoscia. Prendere il treno nei giorni sotto l'ultimo dell'anno per andare dal mio lui. Cazzo, ci sarà un pieno pazzesco sui treni, no, devo prenotare per forza di qui a pochi giorni!!
Sta storia dell'ultimo dell'anno mi ha sempre innervosita. Visto e considerato quanto sono stanca in questi giorni, tutto quello che vorrei fare sarebbe infilarmi a letto. La sola cosa che sfava di più di andare a letto alle 10 la sera dell'ultimo dell'anno non è l'andare sotto le coperte all'ora delle galline ma il fatto che a mezzanotte sarai svegliato dai botti...
Insomma, alla fine di questo discorso confuso le conclusioni sono sempre e comunque le stesse. Natale porta, in me come in tanti altri, un sacco di stress e un sacco di spese non tutte agilmente sostenibili. Inutile che la gente auspichi un ritorno alla purezza e allo spirito natalizio per una festa che ormai è diventata ultracommerciale.
Quanto all'ultimo dell'anno...per quello non c'è proprio speranza: lo ODIO con tutta me stessa!!

lunedì 19 novembre 2007

Noi viaggiatori del week end...LA PARTENZA

Visto che dalla regia mi comunicano che sono entrata a far parte da poco di questa casta sociale, ho deciso di tornare dopo una lunga assenza a postare sul mio blog per descrivere questa categoria di persone troppo a lungo dimenticata.
In passato, nel vecchio sito gassendondo (non chiedetemi il link perchè tanto tale rubrica non è più online) avevo inserito un lungo articolo dedicato ai vari tipi di pendolari. Ecco, i viaggiatori del fine settimana, così come i pendolari, fanno uso dei treni, con la sola differenza che in questo caso si tratta di treni più grandi, a più lunga percorrenza, e che la loro permanenza fuori casa è destinata a durare più di una sola giornata, in genere appunto tutto il week end.

Il venerdì, fin dal primo pomeriggio, nelle stazioni un po' più grandi l'atmosfera è elettrica. Le banchine sono gremite di gente che aspetta impaziente l'eurostar o l'intercity, quasi sempre un po' in ritardo. La maggior parte di questo popolo, che talvolta arriva ad occupare l'intero marciapiede, è per l'appunto costituito dai viaggiatori del week end; li si può riconoscere dal portamento, assorto e pensieroso, frenetico ma allo stesso tempo posato, quasi rassegnato, dal piccolo bagaglio che si trascinano dietro come una zavorra e dal fatto che viaggiano sempre da soli.
Rapidi scambi di sguardi mentre una voce robotica annuncia che il nostro treno è in arrivo. Ognuno cerca di prendere posto dove meglio crede lungo il marciapiede, per poter salire prima degli altri e accomodarsi prima al proprio posto.

I viaggiatori del week end sono generalmente suddivisibili in 4 categorie ben distinte:
A) Viaggiatori per lavoro
B) Viaggiatori per amore
C) Viaggiatori per studio
D) Viaggiatori per famiglia

Come si può vedere, in nessuno di questi casi il viaggio avviene per puro piacere. Il viaggio è il più delle volte una necessità, una cosa dalla quale non si può prescindere. Questo spiega l'aria mesta di molti di loro. Ma analizziamo più accuratamente i vari casi.
A) I viaggiatori per lavoro generalmente non svolgono mai un lavoro normale tipo che so, impiegato alle poste o portinaio...e di fatto perchè cazzo dovrebbero lavorare nel week end queste categorie? No, i viaggiatori per lavoro di solito fanno un lavoro impegnativissimo che li porta a lavorare SOPRATTUTTO nei week end, un lavoro che ritengono FIGHISSIMO, originale,del quale vanno fieri ma che li rende nervosissimi. I lavoratori del week end non sono mai scazzati perchè devono lavorare di sabato e di domenica (del resto sono così autoconvinti ed egocentrici che, se non lavorassero, non saprebbero con chi passare il finesettimana ), anzi, ne vanno FIERI!! E per farti vedere quanto cazzo vanno fieri del loro lavoro FIGHISSIMO per prima cosa si vestono a FIGHISSIMI, con completi firmati, quantità industriali di profumo, volto ben lampadato etc etc, per seconda cosa ti rompono i coglioni tutto il viaggio cianciando con voce stridula a un cellulare e raccontando a un loro amico (secondo me il più delle volte immaginario, si son fatti suonare da soli il cellulare per farti vedere quanto sono fighi) che lavoro impegnativo e di responsabilità devono fare nel week end (di solito si tratta di metting o riunioni di cui si devono decidere le sorti dell'intero pianeta).
B) I viaggiatori per amore generalmente hanno un'età compresa fra i 20 e i 35 anni. Sono vestiti casual e si confondono fra la folla. Solitamente passano tutto il viaggio per conto loro, senza neppure guardare fuori dal finestrino. Come zombie, si siedono al loro posto tirano fuori un libro o un lettore mp3 (o spesso tutti e due insieme) e non alzano la testa fino all'arrivo. Non rompono le palle a nessuno, stanno zitti e buoni...finchè non sono arrivati alla stazione di destinazione!! Appena arrivati, da personaggi insulsi destinati a vivere nell'ignavia si trasformano in attori di fiction di infima categoria. Questi pazzi scatenati, fino a un momento prima buoni come il pane, seduti accanto a te nello scompartimento, appena si aprono le portiere si buttano giù dal treno iniziando a correre e urlare come pazzi, facendo cappottare più volte il trolleyno che si portano appresso, per poi lanciarsi alla velocità della luce fra le braccia dell'amato/a. A seguire l'abbraccio con sollevamento, triplice girotondo e bacio con o senza lingua a seconda dei casi. Mancano il mare al tramonto e una musichetta dolce e il quadro sarebbe al completo. Da notare una legge: per qualche insana ragione, la melodramaticità della scena è direttamente proporzionale alle dimensioni della stazione...nel senso, più grande e incasinata è la stazione, più eccessivi e cinematografici saranno gli abbracci fra gli amati...per la serie: se a Firenze Santa Maria Novella si vedono scenone da film con tanto di lacrime, abbracci interminabili etc etc, al Neto invece i due amanti si danno mestamente la mano e basta...
C) I viaggiatori per studio, ovvero studenti universitari che studiano lontano da casa,sono giovani come alcuni viaggiatori per amore ma si possono riconoscere per l'aria più sciagattona propria di chi vive lontano dai genitori pur non avendo ancora raggiunto il grado di maturità necessaria per badare in modo appropriato a se stessi e soprattutto alla propria igiene. Gli studenti del week end si distinguono generalmente in due tipi: i bravi studenti e gli sciagattoni veri e propri.
I primi, nonostante l'aspetto inevitabilmente un po' trasandato, si presentano nel complesso più curati; generalmente subito dopo essersi seduti aprono un fascicolo di fotocopie e, matita ed evidenziatore alla mano, iniziano a studiare cristo solo sa quale materia (le fotocopie sono in realtà fotocopie di fotocopie di fotocopie alla n, per cui solo loro ci sanno leggere in quelle pagine tutte nere). I secondi invece, sono talmente strafatti dai festini che appena toccano il sedile iniziano a dormire e russare come ghiri.
D) I viaggiatori per famiglia sono coloro che, come gli studenti universitari, lavorano in una città diversa rispetto a quella dove si trova la loro famiglia, e approfittano per l'appunto del week end per tornare dai propri cari. Di solito si presentano alla stazione più tristi degli altri, l'aria stanca ma allo stesso tempo speranzosa. Saliti sul treno, si eclissano nei loro pensieri o più spesso si addormentano. Questa ultima sottocategoria gode generalmente del massimo rispetto da parte delle altre, che si mostrano sempre molto solidali e gentili.

Dopo lunga attesa finalmente il treno arriva e tutti saliamo in fila nelle varie carrozze. A poco a poco ognuno prende posto, finchè quasi nessuno resta in piedi. Si aprono i libri alla pagina col segnalibro e si riprende la lettura interrotta la scorsa domenica, si dà uno sguardo alla rivista comprata all'edicola della stazione oppure si chiudono gli occhi nel tepore del riscaldamento aspettado che sopraggiunga il sonno. In tutti i casi i pensieri sono occupati da una specie di malinconica speranza, di aspettative, di progetti. Per tutta la durata del viaggio la nostra vita sarà sospesa. Dal momento in cui metteremo piede fuori dal treno, il week end inizierà a scorrere veloce. Occorre fare tesoro di ogni attimo, investirlo al meglio, abbracciare il più a lungo possibile li propri cari, godere di ogni attimo con gli amici, farsi strada fra la concorrenza nel lavoro, che la domenica arriva sempre troppo alla svelta.

domenica 21 ottobre 2007

Un ulteriore tributo ai tamarri

Visto che sono mezza (anzi, forse tutta) influenzata e che come sempre questo accade nei week-end mi dedico a scrivere un po' di cosette sul blog.
Dato che ho riportato un po' in auge l'idea di tamarro anni '90 ho deciso di dedicare questo post (a dire il vero era un po' che ci pensavo) a colui che è stato l'idolo dei tamarri toscani della mia generazione: MARRRRCO BRRRESCIANI.
(Piccola parentesi: io non ho mai fatto parte della ghenga dei truzzi, tuttavia non sono rimasta del tutto estranea al loro movimento fra anni 90 e nuovo millennio. Ricordo ancora le volte quando io e la Sara ai primi anni di università ci vestivamo a maranza per intrufolarsi nei luoghi cult per i truzzi e fare delle grasse risate).
Dunque, Marco Bresciani, chi era costui, o meglio, chi è visto che a quanto pare è sempre vivo e vegeto? (google in questo caso mi ha dato la conferma che per certi versi il Bresciani è sempre attivo sul fronte dei tamarri).
Marco Bresciani è un dj che ha raggiunto il massimo della popolarità (???!!!) negli anni '90 nel jet set delle disco tamarre toscane. Se ben ricordo, lavorava in diverse disco truzzone della toscana centro occidentale, memorabili le sue serate al Concorde e al Pappafico e teneva un programma (Danzoterapia, mi pare) su una abbastanza nota emittente locale tutti i pomeriggi.
La sua specialità, sia dal vivo che per radio, era passare musiche, una più truzza dell'altra,intervallate da alcune rime che potevano essere delle sue invenzioni originali, oppure delle citazioni da altri dj di più chiara fama con voce da bambino dalla oscena ERRRRE ridondante.
Queste poesiole (non me ne voglia il sommo Dante se le chiamo così) erano in alcuni casi divenuti i veri e propri slogan per i suoi adepti, una torma di tamarri che lo veneravano come un dio e lo seguivano nelle sue serate.
Lo scopo di questo post è appunto cercare di ricordare, magari con l'aiuto di coloro che occasionalmente leggono questo blog, le più celebri frasi proferite da tale individuo e farsi due risate in onore dei vecchi tempi.
Ecco quelle che ricordo io. Nei commenti, se vorrete, potrete aggiungerne delle altre o apportare correzioni, affinchè questo personaggio dimenticato trovi una sua giusta celebrazione. (Un grazie speciale a Crilioz che ha contribuito affinchè questo progetto prendesse forma, aiutandomi a ricordare le frasi)
1) "Sono un alieno in missione segreta. Cerco BRRRRRResciani su questo pianeta." (questa credo sia una sua originale)
2) "E non esiste il diavolo e neanche l'uomo nero, ci sei soltanto tu che fai paura per davveRRRRRO" (come sopra)
3) "Noi siamo come il prezzemolo, balliamo ovunque" (questa mi è rimasta scolpita nella mente per la sua bruttura per cui credo sia una sua invenzione)
4) "Noi siamo come il lampo che non ti lascia scampo" (secondo me questa è stata ripresa da alcuni dj più famosi)
5) "C'era un cielo pieno di stelle, sembravan caramelle, prendine in mano una, ti poRRRteRRRà foRRRRtuna" (questa l'ho trovata sul web, la ricordavo vagamente)
6) "Vola pilota ad alta quota facci vedere il mondo da lassù" (come sopra)
7) "c'era una volta un re seduto su un sofà che disse alla sua dama, raccontami una fiaba la fiaba incominciò: c'era una volta un re, seduto su un sofà " (questa l'ha rubata, ne sono certa)
8) "E' un mo-vi-men-to che è un toRRR-men-to è una tRRRRRibù che balla tRRRRRibù che fa l'amore" (anche su questa ho dei dubbi, secondo me aveva rubato pure questa)

Questo per ora è quanto il mio cervello, annebbiato dalla tachipirina ma coadiuvato dal web e dall'aiuto di Crilioz, è riuscito a riportare alla luce dal buio di quegli anni...
Se qualcuno può gentilmente contribuire...

sabato 20 ottobre 2007

Ma puppateci la fava

Chiedo scusa per la poca femminilità del titolo ma quando ci vuole ci vuole.
Personalmente, non ho partecipato al vaffanculo day che ho guardato con un po' di diffidenza ma non posso negare di aver ammirato l'energia di Grillo quando, pur non potendo lavorare in tv se non sporadicamente a causa delle sue idee scomode, è riuscito a ritagliarsi una fetta via via più vasta dell'attenzione grazie all'utilizzo di un blog. Ci ha dimostrato che comunque internet funzionava e non solo per vedere culi gnudi o casalinghe in calore. Funzionava soprattutto per la diffusione di idee che fuori dal web o te le tieni per te o se le espirimi ti vengono messi i bavagli della censura.
Personalmente ritengo quanto fatto da Grillo un modello per chi abbia idee diverse dalla massa e la voglia di comunicarle, di condividerle.
Era inevitabile che il governo (un governo di SINISTRA, ecco il paradosso, dio che schifo!) facesse prima o poi la contromossa.
Di seguito copio e incollo quando pubblicato con la data di ieri sul blog di Grillo

"Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it"

Ecco, oltre a questo direi che c'è poco altro da aggiungere. Per quanto riguarda la mia opinione in proposito, se volete saperla un vaffanculo nazionale mi sembra troppo poco colorito. In queste situazioni qui prediligo di gran lunga il toscano/pistoiese "Ma puppateci la fava!"

venerdì 19 ottobre 2007

Lo faccio o non lo faccio?

Non sono solita postare citazioni altrui o testi di canzoni...però cavoli questa è sempre stata una delle mie preferite..e il video è geniale, riprende un film muto dal titolo (Laura, correggimi se sbaglio) "Viaggio sulla luna" dei primi del '900 (Laura, come sopra).

Questo il testo della canzone

"Tonight, Tonight"

Time is never time at all
You can never ever leave without leaving a piece of youth
And our lives are forever changed
We will never be the same
The more you change the less you feel
Believe, believe in me, believe
That life can change, that you're not stuck in vain
We're not the same, we're different tonight
Tonight, so bright
Tonight
And you know you're never sure
But you're sure you could be right
If you held yourself up to the light
And the embers never fade in your city by the lake
The place where you were born
Believe, believe in me, believe
In the resolute urgency of now
And if you believe there's not a chance tonight
Tonight, so bright
Tonight
We'll crucify the insincere tonight
We'll make things right, we'll feel it all tonight
We'll find a way to offer up the night tonight
The indescribable moments of your life tonight
The impossible is possible tonight
Believe in me as I believe in you, tonight

giovedì 18 ottobre 2007

Comunicazione di servizio sul post precedente

Mi comunicano dalla regia che il vero verso del truzzo quando si esaltava non era solo l' oooo-oooo-oooo ma anche il famosissimo EEEEE! - OOOOOOO! RIEEEE! - RIOOOO!
Grazie Giova. Purtroppo la mia memoria a volte fa cilecca, come ho fatto a dimenticarmene!!!