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martedì 20 marzo 2007

Riflessione....

Capisco che in un mondo come quello di oggi dove mancano i posti di lavoro, chi riesce ad inventarsi un mestiere ed a guadagnarci è un grande.
Tuttavia ci sono dei lavori che proprio non capisco. Uno di questi è l'OPINIONISTA, quello strano personaggio che si vede in tv (soprattutto nei programmi trash, intendiamoci) che pare che abbia come unico compito quello di vestirsi azimato, sembrare una persona raffinata e competente, per poi sbraitare sputacchiando in un microfono giudizi sparati lì a casaccio.
Talvolta, da quanto ho capito, sono delle persone famose a fare gli opinionisti, ma no notato che su Italia uno, dopo Studio Aperto dell'una c'è una rubrica condotta appunto da un tipo anche piuttosto squallido definito "opinionista".
Ecco, allora io mi domando cosa faccia un opinionista, come si svolga il suo lavoro.
Se il nome non inganna, un OPINIONISTA è uno che ha a che fare con le opinioni, quindi o è uno che ha delle opinioni o uno che si intende di opinioni o uno che discute di opinioni altrui. Cazzo, ma è aberrante!! Cioè, luilì, con quella faccia da stronzo, potrebbe essere pagato (anzi, STRAPAGATO, dal momento che è in televisione) per avere delle opinioni???!!!! Per discutere delle opinioni???
Ma le opinioni, lo dice il nome stesso, sono opinioni, qualcosa di soggettivo porca troia, ognuno la pensa a modo suo...Le opinioni ce le hanno tutti, ma solo lui è pagato per esprimere le proprie!!! (cioè, un po' come dire la vagina ce l'hanno tutte ma solo le prostitute sono pagate per darla). E ch ci dice che quello, con quella facciona lì, abbia delle opinioni migliori delle mie? Ma a me me l'avete chiesto che opinioni ho io??
No no no no, a me questa professione dell'opinionista non va giù, mi fa paura. Non mi fa paura che uno abbia delle opinioni e le esprima, per carità, ma che sia PAGATO PER FARLO!!! Cioè lui è pagato per avere delle idee...
Ma poi mi spiegate su quali basi è stato assunto LUILI' piuttosto che un altro? Esempio: studio aperto mette un annuncio sulla Pulce: Cercasi opinionista, massima serietà, richiesto diploma di scuola media superiore, astenersi perditempo. Allora mettiamo che si presentino in 3 a questo colloquio (gli altri hanno tutti preferito rispondere all'inserzione che cercava 30 telefonisti per un call center). A parte il fatto che voglio vedere io le stronzate che c'hanno scritto sul curriculum vitae( Corso di studi tenuto dalla provincia sul come esprimere le proprie opinioni. Laurea conseguita presso la facoltà d Scienze Politiche con indirizzo "opinionologia", conseguito premio per "l'opinione migliore dell'anno") ma poi, come si svolge il colloquio? Salve, ci dica che opinione ha lei sulla fame nel mondo...ma soprattutto: com'è che hanno scelto di assumere proprio lui piuttosto che un altro? aveva referenze (??) migliori? Aveva opinioni migliori degli altri? No, via, a me non mi torna.
Ma poi penso anche ai bambini all'asilo che ragionano fra di loro: che lavoro fa il tu babbo? Il mio è meccanico, il mio è dottore, il mio è benzinaio, il mio è OPINIONISTA!
Sempre all'asilo: il che vuoi fare da grande? Io l'astronauta, io la ballerina, io l'OPINIONISTA!
Qualcuno mi spieghi che cazzo di lavoro è, per favore, o ci divento matta!!!

lunedì 19 marzo 2007

Altri cartoni

Per proseguire il filone dei cartoni animati dietro "insistenti" richieste di Crampo.
Da piccina smattavo anche per Annette, la bambina della svizzera francese stile Heidy ma meno rincoglionita (ci voleva poco). Figlia di un pastore (di vacche, non di anime!), la stessa sera che una delle sue mucche partorisce un vitello sua madre mette al mondo un fratellino. La vacca sopravvive al parto, la mamma no, forse perchè eran tutti impegnati a far partorire la vacca che della mamma in travaglio nessuno se ne occupava...Insomma, l'Annette si prende cura del fratellino, che vien su grassoccio econ una voce odiosa e rompicazzo. Fra l'altro sto fratello di mmerda si porta sempre dietro un roditore, non so se uno scoiattolo, un procione o una talpa. Ah no, il pelo gli cambiava colore, sarà stato un camaleonte vestito. Annette è anche baccagliata da un bambino povero del villaggio che fa le sculture di legno e che un giorno per far colpo su di lei che non lo considera pensa bene di fischiare il fratello di Annette in un burrone. Il bimbino dalla voce odiosa sopravvive ma resta tutto storpio con le stampelle, mentre il gesto dell'ammiratore, chissà perchè, non ottiene l'effetto sperato, tant'è che da quel giorno Annette lo odia, così spera di riconquistarla andando in una grande città alla ricerca di un dottore bravissimo, il baba della fisioterapia, che possa curare il fratellino.
Ora, uno normale partirebbe a condizioni climatiche ottimali. Lui invece no, aspetta l'inverno e parte una NOTTE durante una BUFERA DI NEVE con un paio di sci senza sciolina.
Morale della favola, dopo 4 giorni sommerso dalla neve che sta per morire, arriva dal grande luminare della città, mi pare Zurigo, che si vede arrivare al suo studio un bimbetto sugli sci mezzo congelato tipo l'uomo di neanderthal trovato sulle dolomiti. Il dottore prende, cura il fratellino che può tornare a camminare (ma per l'orrenda voce, ahmè, non può farci nulla) e tutti vissero felici e contenti.
Ma che stronzata, anche questa!
Ora,a me mi dovete dire 1) da quando in qua si conquista una donna gettandole il fratello in un burrone; 2) C'è questo bambino rimasto tutto acciaccato dal volo el burrone, ok. Ma com'è che nè il padre nè la sorella pensano di portarlo che so, da un dottore, un veterinario, uno sciamano e ci deve pensare il corteggiatore della sorella? 3) e perchè questo stronzo, visto che hanno aspettato tanto e il fratellino storpio era solo storpio, non in fin di vita, non aspetta il disgelo per andare dal dottore?
mah...

domenica 18 marzo 2007

I cartoni animati attraverso gli occhi di una pistoiese ventiseienne

Ieri sera, a casa da Crampo e l'Angelina, ci siamo messi a parlare dei cartoni animati della nostra infanzia, analizzandoli secondo un'ottica realistica in vernacolo pistoiese.
So che tanto inchiostro (sia reale che virtuale) è stato speso per i cartoni animati, tuttavia vorrei riportare alcuni discorsi che son venuti fuori, ovvero stringati riassunti delle trame dei miei preferiti.
Anche per i cartoni ci son state le mode: c'era la moda dei robot che se le davano di santa ragione senza uno scopo preciso, quella degli sport e sportivi e quella dei cartoni "patetici" e "strappalacrime" che poi purtroppo eran quelli che vedevo più spesso perchè considerati "da femmina".
Uno in particolare mi piaceva tanto e se ci ripenso adesso invece mi viene solo una rabbia e un odio smisurato verso la protagonista e verso me stesso che stavo a guardà quelle stronzate: Lovely Sara (non so se con o senza l'acca finale).
La tizia in questione è una specie di calamita per le sfighe: la mamma le era bell'e morta a cartone iniziato, suo padre, ricchissimo, la infila in un collegio snob mentre va a cercare diamanti in India (sì, un po' come il mì nonno partiva la domenica mattina e diceva alla mi' nonna "oh, e vo a cercà funghi") dove tira il calzino in un modo sfigatissimo e ridicolo che non ricordo ( qualcosa tipo gli caca un piccione in un occhio e da lì la cacca gli va nel cervello e gli fa infezione) e per di più povero in canna. Questa bambinuccia allora rimane al collegio come sguattera dove fa dei lavori veramente umilianti, persino pulire i cessi è troppo chic per lei, deve fare proprio le peggio cose! E te ne fanno vedere di cotte e di crude, lei percossa dagli sguatteri, lei che si ammala per il freddo, i geloni, le emorroidi...
Finchè una sera torna nella mansarda marcia e piena di topi (che questa Sara è pure imbecille, ora, ditemi voi, vede due topini in "camera" sua e invece d'ammazzalli a badilate che fa? non gli va a dare da mangiare? così figliano e si trova la mansarda pavimentata da topi, ma lei è contenta, le fanno compagnia...) e ci trova tappeti persiani, cena imbandita, una scimmia e un omo col turbante.
Insomma, si scopre che l'omo col turbante era il servo del vicino di casa del college, un omino sulla sedia a rotelle che altro non era che il socio del su babbo che la cercava da tempo per dirle che invece su padre i diamanti li aveva trovati e le voci che correvano erano sbagliate.
Morale della favola, mi par di ricordare, lei viene adottata da questo vecchino rincoglionito, che però non si sa come mai la lascia lì nel collegio a studiare, ma a questo giro viene trattata bene e di tanto in tanto la scimmia e l'omo col turbante la vengono a trovare e a fare festini.
Che cacata di cartone!
Uno invece che ha messo bene a tanti, maschi e femmine, della mia generazione era Occhi di Gatto, dove c'eran queste tre sorelle fiche da paura, figlie di un pittore, che gestivano un bar di giorno (visto come si vestivano avrebbero fatto meglio a gestire un night) e di notte andavano a giro a rubare nelle gallerie d'arte i quadri del babbo defunto. Ora, a parte che un si sa dove li mettessero tutti questi quadri (compralli a un'asta no eh? meglio rubarli) ma poi la stronzata di avvertire! Non puoi prendere, infilatti di notte zitta zitta in un museo, rubare il quadro e ciao? No, troppo facile! Loro una settimana prima mandavano un bigliettino alla polizia per dire: oh, badate ragazzi, noi sabato prossimo, sempre che voi non abbiate da fare, si ruberebbe il tal quadro nel tal museo alla tal ora. E' gradita la vostra presenza e l'abito scuro." Ma dai!!! Poi arrivava il momento del furto: la pula, armata di tutto punto, è lì che le aspetta coi mitra puntati ma loro trovan sempre un escamotage per rubare i quadri. Solitamente c'era quella maggiore, il "cervello" della banda nonchè grande troia, che si vestiva tutta provocantona, andava tipo dal direttore della galleria (ve l'immaginate? un gallerista vecchio e grasso che si vede arrivare un ficone del genere), gli faceva vedè un po' di puppe, poi o gli metteva il guttalax o il sonnifero nel caffè, poi gli rubava le chiavi o il codice della cassaforte, insomma faceva qualcosa del genere, poi da un quartier generale, munita di baracchino stile radioamatore de noiartri, comunicava con la sorella mezzana. Questa, agile e silenziosa come un ninja, in una sexy e aderente tuta verde che se c'aveva i rotolini o le maniglie dell'amore col cazzo che se la poteva mettere, riusciva a eludere la sicurezza e inculare il quadro. A questo punto interveniva la terza, minorenne (!!!) che, al volante di una macchina (!!!!!!!) o a bordo di una moto (!!!!!!!!!!!!) faceva da palo. Morale della favola, oh, non finiscon in galera neanche una volta, nessuno sospetta di loro, anzi, la mezzana si pipa pure regolarmente un detective, e riescono a recuperare tutti i quadri del papà.
Comunque alla fine, anche se eran delle puttanate immani, i cartoni della mia infanzia mi facevano sognare, mi appassionavano.
Vorrei poter rivedere le cose attraverso gli occhi della bambina che ero, quando mi abbandonavo con fiducia a quello che vedevo senza pensare continuamente "o che stronzata è mai questa?".

venerdì 16 marzo 2007

Ancora sul traffico

Si potrebbe parlare all'infinito delle cose che capitano in macchina, visto che il 50% della nostra vita si svolge lì. Oggi ero bella imbottigliata nella mia lancia y e ho pensato che son proprio tante le rotture di scatole che ti possono capitare in macchina. Ma al di là di quelle "classiche " (rimanere senza batteria, picchiare, forare) ci sono delle rotture di coglioni forse più piccole ma che comunque riescono benissimo nel loro intento, e cioè, per l'appunto, rompere i coglioni. Eccone alcune:
1) Agosto, senza aria condizionata, finestrino aperto, strada stretta senza scappatoie laterali e il camion della nettezza davanti a voi che si ferma ad ogni bidone. Avere la certezza che due bidoni più avanti c'è una pescheria. IL PANICO.
2) Inverno, piove, fa freddo, entrate in macchina. Accendete il riscaldamento ai piedi a tutta forza e sentite un odore nauseante... Guardatei n basso e scoprite l'arcano: avete pestato una cacca subito prima di salire in macchina: ora il vostro tappetino è leopardato e siete certi che non lo è perchè l'ha disegnato così Roberto Cavalli.
3) riprendete la macchina, incautamente parcheggiata sotto un albero. La trovate bersagliata dagli uccellini (che saranno piccini ma di pupù ne fanno come i grandi eh!) parabrezza compreso. Accendete la macchina, spruzzate acqua sul parabrezza e attivate i tergicristallo. Quando le cacchette son diventate una massa omogenea e compatta di guano al punto da non farvi vedere più nulla davanti a voi, per miracolo l'acqua dei tergicristalli finisce.
4) State ascoltando una bella canzone, qualcosa di veramente bello, che so, "Hotel California" o "Wish you where here" o "Stairway to Heaven", cosa strana ma vera, che trasmettono alla radio. Quindi avete messo il volume dell'autoradio bello alto! Siete in pieno centro e la fortuna sembra sorridervi particolarmente: un posto libero! E' piccolo, la macchina c'entra a pelo, ma è pur sempre un posto libero, quando vi ricapita? Bloccate il traffico, la gente vi infama ma voi dovete parcheggiare e allora cercate di infilarvi in quel parcheggio alla svelta. In quel momento avete ovviamente entrambe le mani occupate. E allora succede il DANNO! Proprio in quel momento....
a) La frequenza radio è disturbata. La vostra radio INTELLIGENTE attiva la ricerca automatica di altre stazioni e inevitabilmente vi ritrovate ad ascoltare radio radicale, radio maria o radio Zeta (la radio di famiglia, tm) che trasmette canzoni di liscio...
b) La canzone finisce e ne inizia un'altra di Umberto Tozzi/Masini/ Bobby solo/ Albano.
Ascoltare quell'orrore vi deconcentra, anche se siete piloti provetto diventate più imbranati di un nonnino col cappello alla guida di una Prince. Non vi riesce più parcheggiare e dovete rinunciare mentre la gente ride di voi.

giovedì 15 marzo 2007

Lunga vita a chi boicotta i centri commerciali!

Capisco la comodità di un centro commerciale: trovi subito parcheggio, al suo interno c'è di tutto, è al coperto e quando piove non ti bagni...ovviamente anche io faccio talvolta acquisti nei centri commerciali per il fattore comodità.
Oggi tuttavia passeggiavo per il mio quartiere ed ho proprio toccato con mano il fatto che tanti piccoli negozietti "storici" stanno scomparendo a causa dell'impossibilità di concorrere con questi grandi pispoli commerciali. E' una realtà che sta morendo, quella del bottegaio lurido sotto casa, nella quale un tempo le nostre nonne facevano acquisti, con la sua storia e le sue leggende metropolitane...
Eccovi dunque un esempio dei negozietti più "folkloristici" che ancora resistono coriacei in ogni quartiere, o che hanno chiuso da poco e di cui serbo ancora memoria.
a) L'alimentari. Fondamentale in ogni realtà paesana. Nel caso di paesini più piccoli, solitamente l'alimentari si trova ad essere "uno e trino", ovvero ad incarnare tre realtà nel medesimo esercizio commerciale: quello di alimentari, quello di bar e quello di tabaccaio. (ai quali talvolta puoi aggiungerci che so, l'opzione bordello se la donnina dell'alimentari ha la figliola bona e maiala, o quella di rosticceria se la donnina in questione il venerdì sera prepara lasagne e le puoi comprare da asporto, insomma, tutto varia da luogo a luogo). Quello che però resta costante in questi ambienti è il forte odore di affettati, la presenza del bancone frigo che ronza e frizza, l'immancabile segatura per terra che nasconde a malapena un pavimento in piastrelline piccole e marroni. Momento clou dell'attività del negozio è rappresentato ancora dall'arrivo del pane. Allora gli scarsi clienti si accalcano con violenza attorno al bancone stile assalto al forno delle grucce (per chi non l'avesse capito sto citando i Promessi Sposi) ognuno con richieste particolareggiate: mezzo kg, integrale, POCO COTTO. Quando senti le parole poco cotto o molto cotto inizia a tremare, perchè la bottegaia con quelle manone unte e sudice con le quali ha appena maneggiato i soldi inizierà a palpeggiare tutte le coppie di pane possibili, strizzandole violentemente.
b) il bar /circolino: caratterizzato da un ambiente vetusto ed assai poco modaiolo, ti riporta indietro e ti richiama alla mente le pagine di "Bar Sport".Fondamentali nel bar di quartiere (quello, per intendersi, che i nonni chiamavano "l'appalto") sono, oltre alla presenza all'esterno di un cartello-espositore della sammontana in ferro tutto rugginoso ed una cassetta delle poste tutta ammaccata, il forte odore di pipì all'interno, la presenza dell'ubriaco/scioperato di quartiere e di un paio di antiche confezioni di bon bon con 3 dita buone di polvere sopra a completare la farcitura.
c) il macellaio: ora, esistono due tipi di macellai: quelli che son ottimi imprenditori,che , nonostante sia l'epoca di crisi del piccolo negozio, si son specializzati che so, nella farcitura di polli ripieni, oppure vantano la nomea di ottimi salumieri, di averci quel particolare tipo di carne e allora continuano a vendere; o quelli che si son ormai arresi alla pressione dei grandi supermercati e "tirano a campà". Mentre quelli del primo caso sopraelencato lavorano a non finire, hanno pure rifatto il negozio, dandogli un aspetto più moderno e modaiolo, quelli del secondo tipo li trovi invece mesti mesti davanti al tendone verde della loro vetrina, il grembiule imbrattato di sangue, le mani imbrattate di sangue che tengono una sigaretta in mano, lo sguardo perso nel vuoto. (il tutto contribuisce a dar loro quel tipico aspetto alla serial killer subito dopo l'omocidio truculento). L'interno del negozio poi rispecchia la loro tristezza: pavimento in vecchie piastrelle anni 50 stile maculato, banco carni dove campeggiano solo magre carogne di animali, un'immancabile sedia in formica dove, se non c'è seduto il macellaio, ci sta seduto il suo migliore amico, un vecchietto 70enne infervorato con la politica.
d) Dulcis in fundo: il negozio di CONFEZIONI, detto pure merceria, solitamente gestito da una donna di mezza età dall'aria chiacchierona e sbattuta. Cosa vende il negozio di confezioni/merceria di quartiere? solitamente di tutto: si va da ago e filo, passando per biancheria intima fino ad arrivare a ombrelli, cappelli, vestiti, coperte, tovaglie, il tutto in delizioso stile retrò. Secondo me, se glielo chiedi, la bottegaia può pure procurarti del fumo sottobanco!! Non vedrete mai un'aitante ventenne a comprare lì la propria biancheria intima, in quanto ste donnine mica lo sanno cosa sono i perizoma o le mutande a vita bassa! Loro vendono solo mutandone della nonna in cotone bianco a costine, calze di filanca color castoro ed altre cose da nonna...Pericolosissimo per una ragazza giovane entrare lì dentro a comprare che so, un rocchetto di filo per la nonna o al massimo un pigiama!! La negoziante, che si ritiene sempre e comunque al passo coi tempi, cercherà inevitabilmente di venderle un reggisenone in lana bianco/giallino cercando di spacciarglielo per "sessi da morire" e non si arrenderà finchè non gliel'avrete comprato!!!!

domenica 11 marzo 2007

Qualcuno fermi i teen agers!!!

Le cose son due: o i tempi cambiano in frettissima o son invecchiata di botto e non me ne son nemmeno accorta.
Ieri sera siamo finiti in quel di Prato per farsi una bevuta e respirare un'aria diversa dalla solita...Cioè, io non avevo mai visto una cosa del genere!!OVUNQUE e COMUNQUE era pieno di ragazzini, età media dal 15 ai 18 anni, tanto che Federico ha ipotizzato un incredibile boom delle nascite negli anni '90, causato forse da qualche afrodisiaco sparso nell'aria. I pischelletti erano ovunque : nelle piazza, per le strade, nei locali, ma una cosa spaventosa e minacciosa allo stesso tempo, mi ricordavano gli uccelli di Hitchcock appollaiati sugli alberi che aspettano di attaccare!!
Un po' intimoriti, abbiamo iniziato a camminare per le strade stando attenti a non fare mosse inconsulte onde evitare che coi loro becchi aguzzi ci cavasseroi gli occhi...
Ma tanti così cazzo non ne avevo mai visti! Cioè a me mica mi facevano uscire così tranquillamente e fino a tardi il sabato sera!!
La cosa peggiore di questi individui che non son ancora nè carne nè pesce è però, al di là dell'atteggiamento mutuato da un qualche vj di mtv, il fatto che 'sti disgraziati parlano sempre e comunque a voce altissima, rendendoti partecipe pur senza volerlo delle loro esperienze, dei loro fatti, della loro vita, dei quali faresti volentieri ma volentieri a meno.
Entrati in un pub, la situazione si mostrava invariata: citando le parole proferite da Crampo noi avevamo il doppio degli anni del più vecchio nel locale...Ad ogni modo, ci sediamo, sempre con quell'inquietudine dentro che ormai ci era entrata nel sangue, e ordiniamo da bere. Grosso errore, perchè dopo la birra scatta inevitabilmente la sigaretta!!
Così usciamo fuori a fumarci l'agognato cicchino. E qui scena mitica che ha visto come protagonista un gruppo di teen agers.
C'era un tipo con aria da sfigatone, completamente ubriaco, appoggiato ad una macchina che brocciolava con un amico parole senza senso "Ehhh, obluraschi la supercazzola perchè io quando vedo lei sandibladisandi", mentre altri del suo gruppo stavano sparpagliati davanti al locale a fare le seguenti cose:
a) due ragazzine dai fisici acerbi ma dall'abbigliamento e dal linguaggio proprio di due quarantenni in calore stavano sedute su uno scalino a spettegolare fitto fitto
b) una coppia di cui lei più alta di lui di una ventina buona di cm stava pomiciando senza troppa convinzione in mezzo a una strada.
c) il resto del gruppo, ragazzotti un po' tamarretti, erano intenti ad assistere uno, probabilmente il "mattacchione" della compagnia, che si dilettava nell'antica arte della pisciata in un boccale da birra.
Ad un certo punto, dopo il rapido passaggio di una volante della polizia che ha distolto tutti dalle loro attività a parte le due teen agers in calore che continuavano a spettegolare cicì cicì, la situazione per qualche inspiegabile motivo probabilmente collegato all'influenza negativa esercitata da Amici di Maria de Filippi sui pargoli in questione, insieme all'ascolto per ore di gente tipo Mondomarcio o Fabry Fibra, è precipitata in una semirissa.
Improvvisamente, ed all'apparenza anche inspiegabilmente, lo sfigatone ubriaco, preso da un raptus di follia omicida, inizia a gridare alla volta di un altro tamarrino quindicenne con stampato sul viso un bel sorrisone arrogante alla Vin Diesel in Fast and Furious "IO T'AMMAAAAZZZOOOO, GIURO SU DIO CHE TI AMMAAAAZZOOOO, TE E QUELLA TROIA DELLA TU' RAGAZZAAAA" e inizia a barcollare verso questo con la velocità di un trattore in autostrada, mentre un amichetto cercava di tenerlo fermo. Niente, sembra calmarsi. Dopo 20 secondi di calma e silenzio l'ubriaco riparte con le sue frasi di minaccia e così via, alternando 20 secondi di stasi a frasi bellissime del tipo:
"T'ammazzo, prima di morire ti devo ammazzare"
"T'ammazzo, quando son morto voglio vederti morto prima di me" (???!!!??)
"Ti tiro uno schiaffo, giuro t'ammazzo, non ti fa più vedere che t'ammazzo così quando t'ho ammazzato non ti fai più vedere"
Io e gli altri già ci scompisciavamo, ma doveva ancora venire il bello. Arriva il tipo momentaneamente staccatosi dal pomiciamento con la tipa, che assume subito l'aria di quello che la sa più lunghissima di tutti, forse in virtù di un po' di petting consumato con la suddetta, guarda gli altri intorno allo sfigatone e dice "ci penso io".
Attimi di silenzio mentre tutti aspettano l'incredibile perla di saggezza del pomicione; io e Crampo pendiamo dalle sue labbra pensando "ecco la vaccata incredibile".
E infatti il giovincello non ci delude. Si avvicina all'ubriaco con fare serafico, solenne e SERISSIMO cerca immediatamente di calmarlo: "Lo vuoi uccidere? Ok, mi sta bene, però tu se sei veramente UOMO devi dargli almeno 24 ore di tempo per scappare. Ecco vedi? (tira fuori il cellulare) è mezzanotte e mezzo. Dalla mezzanotte di domani tu puoi fare quello che vuoi".
Inevitabile la risposta dello sfigato ubriaco "NOOO, lo voglio ammazzare oraaa" Dopodichè frana su un'automobile e viene accompagnato via barcollante da due amici, i quali con molta probabilità l'avranno aiutato di lì a pochi minuti a vomitare anche l'anima.
Da questa esperienza ho ricavato due importanti lezioni di vita:
a) i teen agers d'oggi son più coglioni di quelli di un tempo
ma soprattutto
b) Quando vuoi uccidere qualcuno, per l'amor di Dio, non ubriacarti!!!

mercoledì 7 marzo 2007

Hit parade da traffico

E' risaputo; Giovanni lo dice ormai da un sacco di tempo: l'automobilista medio pistoiese è una "piattola", nel senso di rincoglionito. Ora, io ho guidato in diverse regioni d'Italia, ho anche guidato in Irlanda con la guida a sinistra (vabbè, la macchina s'è pure picchiata ma non sono stata io!) ma devo dire che di imbranati al volante come noi pistoiesi non ce n'è.
Ci son delle cose poi che mi fanno smattare, tipo quelli che arrivano al semaforo, vedono verde e che fanno? rallentano!! RALLENTANO, Cristo, RALLENTANO! e te che invece volevi proprio passare col verde, con quel verde LI' ti trovi davanti questa fava patentata che frena...allora ti tocca inchiodare all'improvviso per non tamponarlo.
Se poi anche solo il semaforo dei PEDONI è giallo (mentre quello per le auto è ancora verde) no, cazzo, il pistoiese medio si ferma, porca troia!
E così dalle code ai semafori non ci si schioda mai, anche perchè quando viene nuovamente verde l'automobilista pistoiese deve ricordarsi di mettere la prima, sollevare il piedino dalla frizione etc etc...sempre che non stia discutendo animatamente con la persona seduta accanto o che non gli si spenga la macchina per poi non ripartire.
Le rotonde poi, queste sconosciute. Ora, vabbè che non siamo a Prato e che ci s'ha meno dimestichezza di loro, ma cazzo un po' di buon senso. Quando non vengono prese contromano (credetemi, è più facile di quanto possiate pensare, dal momento che mi è capitato di vederli già un paio di volte e vi assicuro che non è un bello spettacolo) sono sempre e comunque il regno del casino, soprattutto se sono a due o più corsie. Ma possibile che tutti ti taglino la strada di continuo perchè non ce n'è uno, dico UNO che stia nella corsia giusta, che sappia dove cavolo vuole andare?
Sta cosa una sera fece smattare anche il Nuzzo che strinse una coppia di donzelle da destra perchè volevano tagliargli la strada, seminando il terrore in quel della rotonda della Vergine.
Comunque, pur senza essere un'amante della statistica, ho notato che l'imbranataggine del pistoiese al volante con la pioggia aumenta esponenzialmente: si fa più lento, inchioda per un nonnulla, ai semafori non parte mai. (e oggi pioveva, ecco il perchè della mia incazzatura!)
Oltre a questo, un altro fenomeno che si riscontra per le strade di Pistoia è l'assoluta ed irritante noncuranza dei pedoni. C'è un marciapiede largo come un'autostrada e i pedoni (soprattutto donne) che fanno? Ci camminano sopra? Chè! Stanno ma sul bordo della strada spingendo un passeggino che te arrivi e per poco non fai una strage. Poi ste fave scendono di macchina spalancando le portiere mentre passi te, non gliene frega niente di niente, roba da potergli falciare lo sportello, nonché ammazzare! Per non parlare di quelli che attraversano di botto quando meno te lo aspetti mostrando davanti a te il palmo della mano stile Mosè nel film i dieci comandamenti quando apre le acque de lar rosso. Ora, ma che cazzo credono che se uno gli arriva sparato e loro si lanciano in mezzo alla strada possono fermare una macchina col palmo della mano? vabbè.
Comunque, ste cose mi irritano e non poco, visto anche che vivo in una zona transitata.
Ultimamente però ho scoperto che si possono contenere le follie dei pedoni e anche di taluni conducenti che potrebbero fare manovre azzardate. Come? con la musica. Ebbene sì, come certi animalini sono spaventati dai rumori, i pistoiesi possono intimorirsi con la musica che può trattenerli dal commettere cazzate per la strada.
Attenzione però, non vanno bene tutti i tipi o tutti i generi. Ho notato che ci sono canzoni che li tengono più fermini di altri, se ascoltate ad alto volume, per cui ho pensato per solidarietà di comunicare a voi adepti la mia scoperta e di elencarvi alcune canzoni che hanno "buona presa sul pubblico"...
Se siete amanti della musica classica, state pur certi che i pedoni non si fermano davanti alla Carmen di Bizet o ad un Mozart passe partout. No, ci vuole roba più ignorante. Wagner funziona (nella fattispecie il motivo "O fortuna" terrorizza abbastanza, così come la cavalcata delle valchirie, forse perchè ricorda Apocalypse now).
Lasciate da parte la discomusic anni '70, quella non li spaventa, anzi li incita alla follia, ma provate con dei buoni Led Zeppelin (anche se il risultato non è certo).
Per quanto riguarda gli anni '80, non si sa come mai ma sembra che Sweet Dreams degli Eurythmics abbia il suo porco effettaccio.
Ma se volete essere sicuri di avere un effetto dirompente vi consiglio un rocchettaccio stronzo o dell'ottimo metal. Le canzoni che scatenano panico, timore e rispetto e riescono addirittura a far spostare quelle stronze di mammine con passeggino dal bordo della strada sono nella fattispecie roba come "Welcome to the jungle" dei Guns (il titolo la dice lunga), passando per i buoni vecchi Metallica e gli Iron.
Se poi il rispetto non vi basta ma volete scatenare il panico provate a vedere che succede lanciandovi a tutta birra nella rotonda della Vergine con roba death metal a manetta e vedrete come si aprirà un varco!!
Ad ogni modo, per nessuno, NESSUNISSIMO motivo ascoltate i Nirvana. Quelli, non si sa come mai, spingono i pedoni al suicidio più di quanto non possano fare Laura Pausini o le canzoni di Neck.
Questi i miei consigli...se avete altri suggerimenti da aggiungere alla mia hit da traffico ve ne sarei grata!!

lunedì 5 marzo 2007

I MATTI

A volte succedono coincidenze. Pare che ogni giornata abbia un filo conduttore come la trama di un film.
Torno da una giornata assurda in biblio (poi vi dico perchè assurda) e mi metto a leggere il post di Crampo ( Http://fuochinellanotte.blogspot.com ) che parla dei matti dei treni...proprio oggi che ho avuto a che fare con un folle....dei treni!
Insomma, anni fa ho avuto una frenetica attività da studentessa pendolare. Prendevo il treno ogni giorno e difatti il sito che teniamo io e Giovanni (giuro, questo è l'ultimo link: www.gassenfondo.com ) vanta un'ampia compagine dedicata alla vita del pendolare e ai personaggioni che si incontrano.
Insomma, una mattina di anni fa incontro sto personaggione alla stazione, era una molto freddo e mi infilo nel famoso "gabbione" per ripararmi dal gelo. (Nota dell'autore: nel gabbione della stazione è risaputo ci si rintanano i peggio pazzi, per cui è bene farne un uso limitato alle situazioni di reale necessità...e quella era una di queste.) Morale della favola, dentro c'era sto tipo della mia età già preceduto dalla sua fama. Trattasi di un personaggio stranissimo con velleità poetiche e di gran chiacchierone. In parole povere attacca bottone a me e a un'altra ragazza e a voce altissima inizia a dichiarare il suo antisemitismo reazionario e a sniffare tabacco da fiuto alle sei di mattina (!!!!)
Insomma, dopo tale esperienza noto con scarso entusiasmo che non si sa perchè e non si sa per come l'essere in questione si è iscritto alla mia stessa facoltà, dove lo si vede girare di tanto in tanto con la sua camminata inquietante conversando da solo. Poi sparisce per anni.
Ebbene, oggi vado in biblioteca, come tutti i giorni del resto. Come tutte le volte prendo il pass per salire e mentre sono al bancone sento vociare "oooh, bada chie!! nooo, spettacolo! ciaoooo!" alzo gli occhi e vedo questo tizio che urla ste cose guardando me. Io imbarazzata faccio : "ma dici a me?" Grosso errore, non l'avevo riconosciuto ma lui aveva riconosciuto me...Io non mi ricordo dei matti ma i matti si ricordano di me, a quanto pare. Tombola! era il tipo del gabbiotto della stazione. E infatti mi dice "sìì, facevi la mia stessa facoltà, un giorno abbiamo preso il treno insiemeeeee". La gente (la biblio era affollata in quel momento) mi guarda, il silenzio dei curiosi cala su di noi per ascoltare la possibile conversazione assurda di come una persona normale possa essere messa in difficoltà dalle farneticazioni di un pazzo...i bibliotecari, i più pettegoli e ciaccioni, di turno proprio oggi, rallentano le loro attività per veder proseguire la scena....momenti di tensione stile film thriller...io rabbrividisco, capisco la gravità della situazione, faccio un sorriso di circostanza, imbarazzatissima (ti prego non arrossire, ti prego non arrossire....e inevitabilmente divento bordò). Fortunatamente la bibliotecaria è stata abbastanza veloce (ma non troppo) nel darmi il pass che mi ha permesso di fuggire in sala lettura evitando che il tipo aprisse un dialogo con me di stampo apertamente antisemita o iniziasse a risniffare tabacco (già, chissà se lo fa più).
Morale della favola: fate attenzione che i matti han buona memoria!!!

domenica 25 febbraio 2007

La pioggia

Fra pochi minuti dovrò uscire per andare a casa del mitico Crampo...e sono anche contenta di fare una bella partitozza a Risiko giusto per concludere in relax una domenica tranquilla...solo un'angoscia mi opprime il cuore...la PIOGGIA.
Ora io capisco che è da idioti lamentarsi se piove, la pioggia è una cosa naturale, fa bene ai campi e bla bla bla bla. Ma a me fa girare i coglioni e parecchio. Lo ammetto, ho un rapporto molto tormentato con la pioggia: io non piaccio a lei, lei non piace a me e fa di tutto per ribadirmelo.
Tanto per cominciare mi viene a rovinare le ferie tipo nuolina di Fantozzi. Sì, vabbè che anch'io me la cerco, andando in vacanza in Irlanda, me ne rendo conto...ma un giorno di sole e caldo no eh? No..piove...visibilità azzerata e per ferragosto si picchia anche la macchina presa a noleggio.
Ma fosse solo quello il male!
Ecco, io volevo portare all'attenzione di voi tutti i marciapiedi cittadini. Ma quanto cazzo sono odiosi i marciapiedi fatti a mattonelline di cemento grigio che spesso e volentieri si scollano, l'acqua quando piove si infiltra sotto, passi te, metti il piede proprio su QUELLA malmessa e ti spruzzi di acqua putrida tutta la gamba? Cavolo, sono un'invenzione del demonio. Ma non potrebbero fare dei marciapiedi senza piastrelle che so, in asfalto, in cemento tutto unito, anche in linoleum cazzo ma non a piastrelline!!!!!
Poi c'è la cosa che più odio. Ora, io capisco che essendo studentessa di beni culturali aiuto assai poco la società a progredire, lo ammetto, ma cazzo, tutti questi ingegneri etc non possono inventare un non so che che possa risolvere l'annoso binomio ombrello/macchina?
Se hai la sciagura di dover entrare o uscire di macchina quando piove sei fottuto. Già perchè qualsiasi delle due azioni sopraelencate tu debba fare la fai con l'angoscia, in quanto sai già cosa succederà se piove forte: ti inzupperai...o PEGGIO
La procedura per scendere di macchina dovrebbe essere questa: prendere ombrello/ aprire sportello/ aprire ombrello/scendere di macchina/chiudere sportello. Perchè queste semplici fasi non possono susseguirsi senza imprevisti? Perchè mentre apro lo sportello l'ombrello a me si incastra fra i sedili, non riesco a sbloccarlo e intanto mi piove in macchina? Oppure perchè mi si apre l'ombrello con apertura automatica PRIMA che io abbia aperto lo sportello e una stecca del suddetto va a conficcarsi inevitabilmente nel mio costato?
Poi c'è il dilemma inverso: salire in macchina. La procedura standard è la seguente: aprire sportello/ sedersi in macchina tenendo ombrello fuori/ chiudere ombrello/inserire ombrello in macchina/ chiudere sportello. Questa seconda procedura è ancora peggiore perchè se non sei agile, sveglio e sportivo possono succedere i peggio disastri, il più comune dei quali è chiudere l'ombrello grondante d'acqua e mentre cerchi di trovargli opportuna collocazione nell'abitacolo non accorgersi che questo ti sta sgocciolando addosso. Se poi si è UN PO' imbranati come me invece può anche capitare che lo stramaledetto ombrello ad apertura automatica per non si sa quale macchinazione del demonio si spalanchi di nuovo una volta fatto entrare nell'abitacolo, spruzzando acqua ovunque (e con l'inevitabile stecca che va a conficcarsi nel tuo costato).
Amici ingegneri, non si può inventare qualcosa, che so, una tettoia in ondulato da attaccare con calamite /super attack/ nastro adesivo sopra la portiera della macchina? Dovete aiutare quelle imbranate come me, sennò voi a cosa servite a parte calcolare le forze d'attrito messe in moto durante un rapporto sessuale e scariare filmatini porno?
Detto questo, vado da Crampo, conscia del fatto che mi accadrà una delle cose suddette, facendomi ancora una volta maledire i giorni di pioggia...

lunedì 19 febbraio 2007

Gli squillini

Si sa, tante son le situazioni che mi irritano. Le cose che mi fanno più incazzare son quelle che entrano repentinamente e senza ritegno a far parte del tuo privato, invadono la tua vita, la tua privacy. Come appunto gli squillini al cellulare.
Premetto che io con i telefoni non ho un grande rapporto: chiamo solo se ho bisogno di comunicare effettivamente qualcosa( arrivo più tardi/ andiamo a berci qualcosa?/ sono malata/sono ferita/sto morendo/chiamate un becchino). Tutt'al più un sms di saluto ma niente di che. La mia telefonata tipo ad amico/ragazzo/amante/parente/figlio/schiavo/becchino è più o meno la seguente: "Ciao! Com'è? Di nuovo? Allora ci si vede, ciao". Per cui non capisco la gente che passa ore al telefono a meno che non abbia una questione particolarmente importante da comunicare, comunque il telefono è pur sempre il telefono, senti la voce di una persona, ci interagisci...ma lo squillino...mi dite di che cazzo sa lo squillino? che cazzo vuol dire? perchè esiste?
Ora, finchè è uno squillino comunicativo del tipo ti avverto che son sotto casa tua, richiamami che non ho più soldi oppure uno squillin cheo sta per sì dopo un sms interrogativo. Ma son gli squillini fini a sè stessi quelli che non comprendo, quelli che di per sè non vogliono comunicare nulla, solo uno squillino. E ai quali, secondo l'antico e venerato codice degli squillini, si deve rispondere prima possibile con un altro squillino che di per sè non comunica niente se non "ho ricevuto il tuo squillino fine a sè stesso e con questo squillino fine a sè stesso ti notifico il messaggio ricevuto".
Cazzo, ma chi fa sti squillini e li fa anche a me a tempo perso...ma si rende o non si rende conto di quanto rompono i coglioni? Magari potrei aspettare una telefonata importante, che so, dal papa, squilla il telefono e dico...ooh, finalmente ecco Ratzinger e invece niente, il telefono smette di squillare, era solo uno squillino fatto da uno che non si sa come mai ha il mio numero, col quale non parlo da decenni, toh, il mio fidanzato delle elementari che ha detto: massì, facciamo gli squillini a tutte le persone che ho in lista e con cui non parlo mai.
Poi ci son gli squillomani, quelli i quali continuano a squillarti finchè non fai lo squillino di risposta e magari tu sei in un momento in cui non puoi rispondere (sei al cesso/stai guidando/ti stai facendo la doccia) e questi continuano a martellarti psicologicamente, a logorarti perchè non è tanto lo squillino che ti manda ai pazzi, ma l'attesa del PROSSIMO, visto che tu al primo non hai risposto.
Ci son poi gli squillini subdoli. Quelli di quando hai il cel spento. Lo riaccendi e ti arriva l'sms di notifica che il tale tizio caio ti ha chiamato mentre avevi il cel spento. Allora dici: cazzo, che sarà successo perchè tizio caio ti chiama a quest'ora, quando è un mese che non lo sento? mica sarà successo qualcosa? E senza altro esitare che fai? Richiami tizio caio, il quale non ha niente da fare, niente da comunicarti e ti risponde con voce placida alla domanda "mi avevi chiamato?" "noo, era solo uno squillino ma già che ci siamo come stai? tutto bene?" (sì, già che ci siamo...ora che ti ho chiamato io ci stai al telefono eh brutto pidocchioso?)
Per non parlare di quanto sono irritanti gli squillini ricevuti da altre persone che ci circondano. Che so, mentre sei con amici a guardare la tv e d'un tratto, nella scena clou di un film dell'orrore eccoti il rumore delle acciaierie di Biella, il tono di chiamata che il tuo amico per fare il figo ha messo sul cellulare scaricandoselo direttamente da internet. Lo chiamano per qualcosa di importante? macchè, solo uno squillino.
Ecco, a questo punto io voglio lanciare una petizione. Una richiesta al governo di abolire gli squillini non strettamente necessari, di vietarli, pena multe a partire da 500 euro...
No, non mi prendete per matta, sono solo una che oggi durate la pennica è stata svegliata da uno squillino...

martedì 13 febbraio 2007

Lo sculo e la faccia a bischera

Chiedo perdono a TUTTI i miei fedeli lettori (che se tanto mi dà tanto saranno due: la Laura e Fabry) ma ultimamente non ho avuto "ispirazione" per scrivere qui.
Beh neanche oggi mi sento particolarmente ispirata, ma volevo portare alla vostra attenzione di giovani e intrepidi lettori i due LEITMOTIVE (grazie Lau per il plurale) della mia vita, o almeno degli ultimi periodi: lo sculo e la faccia a bischera.
Allora, che io sia abbastanza jellata lo si sa da quei tanti piccoli particolari che costellano la vita di tutti i giorni, che so, a 19 anni col mio primo ragazzo giro per Firenze mano nella mano, attraversiamo una via al cui angolo un vecchietto scaracchia e mi becca piena in testa... vo a Pisa per farmi rendere la tesi dal prof e il prof ha inavvertitamente dimenticato DUE tesi sulle 10 che doveva restituire...e una era la mia! Oppure ancora, esco senza ombrello, c'è il sole, dopo 10 secondi il diluvio e altre bagattelle simili.
Uno dirà: la sfiga è soggettiva, bella fava, te ti senti sfigata e te la chiami. Io gli dico: no, la sfiga è la negazione della statistica! Lo sfigato è colui che quando ci son pochissime o quasi nulle possibilità perchè qualcosa possa andargli male, gli va male lo stesso.
Ecco la mia ultima sfiga dunque. Quanti giorni ci son in un anno? 365 (se l'anno non è bisestile). Di questi 365 dico io quanti sono importanti, fondamentali? io direi non più di 5. E per importanti/fondamentali intendo giorni tipo quello in cui dai l'esame di stato (gli esami all'università han sempre più appelli quindi non contano), quello in cui parti per le ferie con l'aereo, quando discuti la tesi, il giorno del tuo matrimonio, il giorno del matrimonio della tua migliore amica o tutte ste cose che hanno in comune una sola lurida caratteristica: sono tutti eventi IMPROCRASTINABILI ai quali non puoi mancare.
Ci son 365 giorni, no? con 365 giorni quando se non 2 giorni prima di un evento simile ai suddetti (tranqui, non mi sposo!!) una pora fava si deve ammalare?
E già prima di questo lieto evento schiumavo di rabbia per un'altra cosa.
Ma io c'ho la faccia a bischera?
No, davvero, rispondete, c'ho la faccia a bischera? Perchè se ho la faccia a bischera si spiega tutto. Nel senso. Com'è che se c'è da far fare a qualcuno qualcosa, che so, chiedere un piacere particolarmente rompicoglioni, che impegna molto, che non è retribuito etc tocca sempre a me? come mai la gente si rivolge sempre a me?
Che io fossi bischera lo sapevo...ma credevo che sta cosa non fosse esternata agli altri...e invece...cazzo, si deve vedere dal mio viso, questa caratteristica deborda dai miei lineamenti! aiuto, ho la faccia a bischera, tutti se ne accorgono e nessuno mi salverà da incombenze!!
Ecco come mai tutte le ultime rotture di coglioni...fra i quali annovero anche l'impegno improcrastinabile che ho fra due giorni.
Cristo solo sa quanto vorrei starmene qui a scrivere magari anche le stesse cose che sto scrivendo...ma con la mente sgombra, libera dall'angoscia di questa cosa che pende sul mio collo come una ghigliottina. Pensare alle mie cose, o magari anche a nulla, senza l'ansia per questo spettacolo...e per l'influenzella...
Son tornata dalla vacanza sulle nevi da due settimane e già vorrei ripartire. Ecco la vera faccia bastardona della jella. Vai in vacanza due volte l'anno e quando ti capita la max concentrazione di rotture di coglioni? la settimana immediatamente dopo, chiaro!!!!
Così il relax conquistato in montagna...puf, sfumato in una settimana...
Ma ora sapete cosa farò? Porterò a termine la mia "missione", poi prenderò un cartello e l'appenderò qui, proprio sopra la mia grande faccia a bischera, con la scritta CHIUSO PER FERIE.

mercoledì 31 gennaio 2007

Pantaloni lamellari con protezioni sul didietro

Forse non tutti sanno cosa sono i pantaloni lamellari. Personalmente, ho imparato a conoscerli giocando di ruolo a Cyberpunk. In pratica hanno la stessa funzione del giubbetto antiproiettile, solo che proteggono le gambe.
Siccome sin dalla nascita mi sento in guerra col mondo e negli ultimi tempi ancor di più, avverto terribilmente il bisogno di proteggermi dagli agenti esterni, dalle pugnalate della vita. Una corazza dermale (e cito ancora cyberpunk) o dei pantaloni lamellari con giubbetto antiproiettile sarebbero l'ideale al momento. Mi spiego. Nessuno vuole realmente "spararmi" o "uccidermi", o per lo meno spero di no, solo che tante volte mi sento minacciata anche dalle più piccole stronzate.
Gli ambienti dove sono cresciuta, le persone che mi hanno allevata mi hanno fatto credere che la vita fosse divisa fra Bene e Male e che io dovessi tendere esclusivamente al bene, per una futura salvezza dopo la morte (e qui le suore ci han messo lo zampino), per essere in pace con me stessa e per guadagnarmi il rispetto degli altri.
Un giorno, non tanto tempo fa, mi son svegliata e ho capito che queste eran tutte delle grosse stronzate. Per quanto riguarda l'aldilà, beh io credo di essere nata con la tendenza all'ateismo, sviluppatasi molto nel corso degli anni. Come si può sapere cosa è bene o cosa è male se son due parole inventate dall'uomo? Il bene e il male son relativi, come il brutto e il bello. Se si cambia la prospettiva, ciò che per molti è un bene per altri può rappresentare un male, quindi dove sta la ragione? Lo chiediamo a Santi Licheri?
Accanto a questo binomio, un altro leitmotiv ha fatto parte per lungo tempo della mia vita, del mio pensiero, anche questo inculcatomi in scuole/collegi/famiglia. Il concetto di pena e di errore. Mi spiego. Se si sbaglia, si deve pagare per l'errore commesso. C'è la galera per questo, o i voti bassi, le punizioni, se fai il cattivo babbo natale ti porta il carbone. Quindi se tu commetti qualcosa di "male" (bene e male son relativi, c.s.) devi "pagare". Come si paga? Solitamente espiando, soffrendo, facendo qualcosa che non ci va, non ci piace, ci fa stare male.
Ora, al di là della sofferenza fisica, che è un caso a parte, quello che mi spiazza è la sofferenza morale. Se qualcosa, l'atteggiamento di alcune persone ad esempio, mi fa soffrire io porco boia son per natura portata a pensare che sia colpa mia e che devo pagare i miei errori con la sofferenza "morale".
Poi c'è la stronzata che la sofferenza nobilita. Ma nobilita cosa? La sofferenza al massimo mi fa incazzare e tirare delle grandi bestemmie, mi fa riflettere all'infinito, struggere, ma di nobiltà manco l'ombra. Al massimo divento "artisticamente" più produttiva. Sticazzi, ne facevo volentieri a meno, pur di star bene!!!
Insomma, da un bel po' di tempo ho iniziato a prendere coscienza del fatto che ci fosse un bug nel sistema, in questo modo di pensare, un bug che non è solo dentro di me ma in tutta la società.
Ora, per la società non posso farci nulla, cazzi suoi, ma posso far qualcosa per me.Mi son rotta le scatole di prenderlo sempre in quel posto, pur senza avere COLPE (sì, perchè tante volte quando le cose mi andavano male mi son detta, cazzo, avrò commesso qualche errore, e invece nulla, non ne ho trovati), motivo per cui ora vorrei un paio di pantaloni lamellari con rinforzo sul didietro, per evitare che me lo mettano ancora lì.
Mi girano le palle. Sono stufa di sogni infranti, di fregature, di persone che ti fregano la parte, il lavoro, l'uomo o il parcheggio. Sono stufa di pensare "avrei potuto esserci io al suo posto, se solo... ". Sono stufa di aspettare una qualche "giustizia divina" che tanto non arriva mai. Perchè non posso fare come l'America?
Voglio la mia fetta di torta, anche a costo di giocare sleale, voglio la mia fetta di felicità e giuro su tutto quello che ho di più caro che il giorno in cui l'avrò lotterò con le unghie e con i denti perchè nessuno me la porti via. Ecco, questo ho sbagliato in passato. Pensavo che la felicità fosse una cosa dovuta, che tutti dovessero avere. La felicità non ti cade dall'alto coi miracoli, la felicità te la devi conquistare.
Fanculo il bene, fanculo il male, la morale, i luoghi comuni. Quando sei in guerra certe cose non contano più. Conta solo la propria sopravvivenza.

martedì 30 gennaio 2007

Privacy un tubo

Mi è salita la polemica e ho deciso di cavalcarla come un survista cavalca l'onda.
Allora porca di quella puttana, siamo oberati da leggi sulla privacy, migliaia di autorizzazioni a trattare i tuoi dati personali. Nonostante tutto questo, le mitice leggi sulla privacy non son riuscite a dispensarci da una delle più grosse piaghe della nostra era: la rottura dei coglioni a privati cittadini.
Per andare più sul particolare, mi riferisco alle telefonate pubblicitarie o promozionali che mi stanno ammorbando in questi ultimi tempi.
Oggi per esempio, me ne stavo tranquilla al bagno (perchè anche le ragazze fanno i loro bisognini, che ci crediate oppure no) quando squilla il telefono. Visto che i miei son fuori città pensavo fossero loro, quindi con le braghe ancora calate e col rischio di inciampare mi precipito alla cornetta. Sollevo, dico pronto e nessuno risponde.
Al secondo pronto parte la manfrina con musichetta e una voce registrata che mi diceva che c'era l'offerta promozionale di 6 fottutissime birre di non so che vino veneto all'antigelo.
Ma poi quanto son subdole queste cose? Ti beccano quando sei più vulnerabile. No, non dico al cesso, dico a ore pasti (come le medicine), quando solitamente la gente ASPETTA delle telefonate. Sai un tubo che il numero anonimo che ti chiama appartiene a un centralino di mmerda che ti manda voci robotiche registrate...
Però devo dire che queste pubblicità hanno i loro vantaggi. Essendo voci registrate nessuno si fa problemi a riagganciare quando uno capisce di cosa si tratta.
Quelle veramente CATTIVE, CRUDELI, PERFIDE e SUBDOLE sono le telefonate fatte da promoter in carne ed ossa, poco importa se vogliono venderti corsi di inglese, promozioni per nuovi servizi di telefonia o una visita ad un centro tricologico. Tutti hanno lo stesso modus operandi.
Tanto per cominciare, si avvalgono di un promoter in carne ed ossa che ti parla; generalmente si tratta di un giovane che poraccio non trovando lavoro è finito per fare quello, anzi, ha pure dovuto subire un corso di 10 giorni intensivo e lavaggio di cervello di sfracellamento di palle telefonico ai poveri ignari che rispondono. I tipi che hanno inventato sti corsi, poi, dei matti. Devono aver inculcato loro idee del tipo "tenete il potenziale cliente il più possibile al telefono" (come il film di ieri sera in cui una povera ragazzina moltestata telefonicamente doveva tenere il maniaco il più bossibile al telefono perchè la polizia rintracciasse da dove partiva la chiamata) e questi promoter difatto cosa fanno? appena tu dici la stramaledetta parola "pronto" danno fiato alle trombe e partono in una sequela strafalcionata di parole, offerte, miste a domande del tipo: vede signora? e supercazzole della serie tarapia tapioca come se fosse antani, il tutto per rimbecillirti e portarti ad uno stato di insofferenza tale da dire: "sì, sì, farò tutto quel che vuoi, basta ti cheti una volta per tutte".
Perchè non c'è verso di interromperli prima. Sono dei caterpillar, vanno avanti a sfracellarti le palle, se tu cerchi di interromperli loro niente, continuano senza paura, senza freni inibitori nel perorare la loro causa e anzi, se fai perdere loro il filo ricominciano da capo e tu in tutto questo non puoi far altro che ascoltare impotente schiumando di rabbia.
Alla fine solitamente pongono la fatidica domanda: "cosa ne pensa della nostra offerta?". Sinceramente tu non pensi nulla perchè hai spento il cervello non appena hai saputo di cosa si trattava e non hai prestato minimamente attenzione, al che rispondi con la solita "mi spiace ma non sono interessata". A questo punto loro, che han frequentato il corso suddetto, partono con la contromossa: "cos'è della nostra offerta che non ritiene vantaggioso?" e lì devi ammettere di esser stato fregato perchè qualsiasi cosa tu risponda non farà altro che farli ripartire di nuovo in un altro entusiasmante monologo.
Al momento sono arrivata ad una soluzione che mi pare la migliore. Evitando di riattaccar loro in faccia (già sperimentato, ma loro, programmati come macchine della morte, ti richiameranno seduta stante con un "forse è caduta la linea") credo che la tecnica migliore sia fingere di ascoltarli e al momento della domanda "cosa ne pensa" rispondere, con forzato accento africano-turco-arabo-slavo "io no so nulla qui, io donna pulizie, padroni ferie tornare prossima settimana". Al che il promoter saluta gentilmente. Unico problema: la settimana successiva stai sicuro che ti richiamerà.
E che palleeeeee!!

venerdì 19 gennaio 2007

Vagina scomoda

Interrompo momentaneamente la serie di post su berlino che forse vi avrà anche un po' spallato ( ma del resto per me quella vacanza ha contato moltissimo, manco fossero stati i famosi 7 anni in Tibet) per passare ad altro argomento forse u po' troppo sfruttato ma sul quale non si è mai detto tutto. No, non si tratta del mistero delle piramidi o dell'enigmatico sorriso della Gioconda (che fra l'altro mi somiglia anche) bensì delle donne.
Il contenuto è frutto di una conversazione intrattenuta ieri sera con Giovanni, opportunamente riveduta e corretta (ma non certo censurata!!)
Voilà:
MARTA: io in quanto donna odio il sesso femminile, perchè è a causa delle donne che vengo penalizzata con gli uomini. Mi spiego. Ovviamente a 26 anni trovi uomini con esperienza e manco lo vorrei uno illibato. Ma essendo la popolazione femminile composta al 90% dalle tipologie che fra breve ti enuncerò,la maggior parte degli uomini, essendo entrati in contatto con loro, ne è rimasta traumatizzata e ora ha unapaura fottuta delle donne.Così loro non vedono quello che sono, ma quello che rappresento. E cioè una vagina.E una donna, cioè un personaggio scomodo. Sì, insomma, una vagina scomoda.
GIOVA: io no, non odio il sesso femminile... è caldo e accogliente. E' anche la parte della donna che le conferisce il suo modo "uterino" di essere, che le rende incomprensibile a noi. E' tutto ciò che c'è intorno alla fia che spesso è INCREDIBILMENTE deludente. Perchè se gli omini spesso sono imbecilli, le donne sanno essere incredibilmente peggio.
MARTA: il primo utero che un uomo che conosce è quello materno. Dall'utero materno un uomo ne esce dopo 9 mesi, mageneralmente il 60% delle mamme ce lo vorrebbe tenere a vita. Questo può causare negli uomini i vari disagi:
a) terrore delle donne---> che genera i belli impossibili, color che ci spezzano il cuore e poi fuggono
b) disprezzo nei confronti delle donne---> che li fa essere maschilisti o gay
o la temutissima
c) la ricerca di un utero come quello materno, ovvero della donna-mamma, quella sorta di vagina cosmica che accoglie, protegge,stira le camicie e consola---> che li fa essere immaturi.
Saltando il capitolo madri andiamo al capitolo ex fidanzate. Se un uomo non è stato traumatizzato a sufficienza dalla propriamadre, è sopraggiunta una fidanzata, solitamente appartenente a una delle tre categorie sottoelencate, che ha completato l'opera.
a) La FIGA di legno.La figa di legno li ha fatti penare, li ha fatti patire, li ha distrutti come uomini e come esseri umaniper una trombatina di 5 minuti
GIOVA: l'hanno trombata e un gli è saputo di nulla, magari gli son rimaste pure le schegge.
MARTA: sì ma ormai s'erano invischiati, impegnati con la di lei famiglia. E poi pensano: "oh, se me l'ha fatta aspettareper un anno vuol dire che come ce l'ha lei non ce l'ha nessun'altra!".E allora perseverano sempre più servi della gleba finchèla signorina figa di legno non li lascia con un palmo di naso per il roccone siffredi di turno.
GIOVA: seondo me la cosa che rende ancora più imbecilli le donne è la paura di essere troie. Allora si contengono e fanno le fighe di legno, per poi sdassi e fare le peggio troie quando un ne possono più, e lo faranno sempre e irrimediabilmente nel modo e con la persona più SBAGLIATA.
MARTa: Se non hanno avuto la figa di legno possono però aver avuto la
b) mamma orsa. La mamma orsa è più subdola della figa di legno. La si riconosce per il visone sorridente e disponibile,per il suo senso pratico...e ti tromba pure! La mamma orsa è la donna ideale, ti stira, ti lava, ti pulisce e ti cucina,ma poi tende ad inglobarti nel suo utero e tu non devi fare il "pampino cattivo".Se esci con gli amici, lei deve sapere chi sono loro e i loro genitori; controlla le uscite e i rientri, le tue spese e i tuoi guadagni e ti istiga alrisparmio per comprare casa con lei. La mamma orsa è bellina appena la conosci; tempo due settimane dal vostro primo baciola messa in piega ha lasciato il posto a perfidi capelli da zia, le scarpe col tacco che ti facevano impazzire son solo unricordo al cospetto delle sue ciabattone sformate e al posto della gonna ha una tuta rosa che nasconde a malapena ilculone a sposa che ha messo su in tempo record.E tutto è destinato a continuare finchè un uomo non deve affrontare la decisione più importante della sua vita:sposare la mamma orsa o gettarsi nell'utero della prima maiala che passa.La carne è debole, sicuramente si getterà nell'utero della prima maiala che passa, ma 99 su 100 anche la volontà del babbo orso lo è, ragion per cui si sposerà la mamma orsa-cornuta.
Dulcis in fundo
c) la psicolabile. La psicolabile è la donna ideale di: artisti/musicisti/studenti di lettere.La psicolabile è imprevedibile, malinconica, poetica è artisticamente dotata in qualcosa, o se non lo è fa pompini degni di una dea. La psicolabile non vuole sposarsi, non vuole legami, non vuole non si sa neanche noi il che. che cazzo vuole la psicolabile?Essere salvata da una vita di merdache lei stessa si è autocostruita intorno...e devi essere tu, uomo, a salvarla..ma come?se cerchi di risolvere i problemi affidandoti alla razionalità, alla logica, all'equilibrio, all'affidabilità quella ti mollano, lei vuole quello che la salvi in modo CREATIVO. Esempio: la donna psicolabile si vuole suicidare.
Davanti a questo un uomo come può reagire?
a) con saggezza: ma che cazzo fai, la vita va vissuta, merita di essere vissuta e bla bla. A questo punto la donna psicolabile (che mai ha avuto intenzione di suicidarsi, era solo un TEST il suo) allontana dalla bocca il pacchetto di smarties che ti ha fatto credere fossero barbiturici e ti molla per un elfo
b) con il buon senso: la cerchi di convincere ad andare in analisi. A quel punto lei si incazza come un riccio, inizia a tirartidietro le peggio cose urlando "io non sono pazzaaaaa" (cvd) Dopodiché ti molla. Un mese dopo la trovi nella sala d'aspetto del TUO psichiatra perchè la storia con lei ti ha portato depressione e fobie. Lei invece è lì perchè lo psichiatra se lo pipa.
c) con creatività: entrando in casa vedi che si vuole suicidare, allora le salvi la vita in modo CREATIVO,ad esempio prendi senza permesso una katana dalla collezione di spade del tuo vicino di pianerottolo fissato con le artimarziali e le gridi: "nooo, se ti uccidi tu voglio morire anch'io, ma non sopporto di vederti morire, morirò io per primo facendo harakiri"...allora la donna psicolabile toglierà il tubetto di smarties dalla bocca e ti amerà per sempre, o almenofino alla prossima crisi esistenziale. E ogni volta tu dovrai sorprenderla, distogliendola dal suicidio in mille altrimodi bislacchi senza mai ripeterti. E così all'infinito, fino a che uno dei due non si suicida. davvero.