lunedì 1 giugno 2009

Deliri in famiglia


Più ci penso e più mi sembra che ci sia una sorta di sadica punizione divina in tutto questo. Una pena da scontare per una cazzata commessa nella mia vita precedente.
Non ho scelto io di essere come sono, oppure solo in parte. Chi mi conosce sa che sotto sotto io sono un po' una specie ometto intrappolato in un corpo da donna. Sono eterosessuale, questo è certo, ma di femminile c'ho ben poco. A parte la fissazione dei peli superflui a me dei vestiti, dello shopping, delle cure estetiche mi interessa poco. Sono fatta così.
Quindi probabilmente per questo motivo capisco poco chi si agita tanto per certe cose. Come un matrimonio.
Ora, capirei se il matrimonio fosse il mio (ipotesi alquanto remota, ma comunque sono certa che in tal caso mi adopererei in ogni modo per cercare di apparire al meglio) o se fossi testimone di nozze, sorella, madre degli sposi. Ma io non sono nulla di tutto questo, solo un'invitata a un matrimonio, come del resto lo è mia madre. Di un'amica storica, ok, ma solo un'invitata.
Il vestito ce l'ho. Nessuno può darmi torto se “riciclo” quello della laurea. Mi piace un sacco, l'ho pagato parecchio, mi sta pure bene e l'ho indossato una volta sola e proprio per questi motivi sono felice di avere una seconda occasione per indossarlo.
Certo, è un po' scollato e io non sono per niente abbronzata, anzi, sono bianca come un cadavere. Ma io odio il sole e non ho avuto tempo di andare al mare. Quanto al solarium, non c'è storia, non me ne farò mai uno. Bianca sono e bianca rimango. Bastano e avanzano Berlusconi e Carlo Conti con le loro carnagioni color castagnaccio.
Dalla parrucchiera non posso andare: il matrimonio è lunedì e i parrucchieri sono chiusi. Poi se mi ci metto di impegno so sistemarli anche da me, ora che sono corti.
Certo, se domani piovesse, questo scoccerebbe un po' ma non dipende certo da me.
Alla luce di questi fatti mi pare tutto sotto controllo, no?
E allora mi spiegate perchè mia madre è tutta in fibrillazione e mi scassa da morire?
Da quando l'ha saputo non fa altro che parlare di questo matrimonio, di fare cose finalizzate al matrimonio.
Prima l'ansia da regalo di nozze. Grazie alla lista è stato facile, e allora perché si sgomentava?
Poi la trafila dell'abito. E come mi vesto io, e come si veste il babbo, oddio oddio non abbiamo niente, andiamo qua, andiamo là, no qui no non hanno la roba che mi piace a me, andiamo a Firenze, sì ora l'abito c'è ma mancano le scarpe.
Dove trovo le scarpe? Aiuto aiuto, cerchiamo le scarpe, quasi quasi me le faccio prestare dalla zia anzi no le compro anzi no me le presta o forse le compro.
Manca solo la borsa. Ma di borse non ne ho, chissà se ne compro un'altra, no là non ce ne stava bene una, Marta, tu hai borse da prestarmi? No questa non ci sta bene, via, girerò tutti i negozi finché non trovo una borsa.
Ma tu cosa ti metti? Il vestito della laurea? Ma sei sicura? Te lo sei già messo! Sì mamma, me lo son messa solo il giorno della laurea. Non è che son andata a fare l'orto poi con quel vestito lì, ti pare? Sì, anche la giacca non me la sono più rimessa. Di scarpe ne ho due paia che ci stanno bene, non ti preoccupare. Dipende da che tempo farà. No, mamma, non ho borse nuove. La nera che mi ha regalato la zia penso che andrà benissimo...No, Marta, quella è troppo “usualina” (cazzo vuol dire usualina?). Ne ho vista una bellina, rosa chicco in quel negozio l'altro ieri. Perché non vai e te la compri? L'hai già detto tu, mamma, perché non vado e me la compro: perché è rosa chicco.
E i capelli? Come farai con i capelli? Me li sistemo da me, mamma. Ma sei sicura? Non sarà meglio andare dalla parrucchiera che è aperta il lunedì, quella che ho scovato io? No mamma, preferisco farmeli da sola e magari averli leggermente il disordine che mettere la mia testa in mano a chi non conosco e magari ritrovarmi con una cofana stile Stephanie di Beautiful negli anni '80.
Poi oggi la TRAGEDIA. Viste le previsioni meteo disastrose mia mamma ha radunato il gran consiglio: mia zia. Oddio, ma se piove, ma avrò freddo, ma avrò caldo...No no qua ci vuole una giacca, uno scialle non basta. No, il golfino fa sciatto. Marta, ma te ce l'hai una giacca? Certo mamma, ho la giacca abbinata al vestito. E le scarpe! Oddio le scarpe! Io ho i sandali!! E se piove come faccio? Devo assolutamente comprarne un paio chiuse perché se dovesse piovere...Marta e te come farai? Ho due paia di scarpe adatte mamma: un paio di sandali o delle scarpine chiuse. Le scelgo sulla base del tempo che farà.
Da qui serie di discorsi frenetici e sconclusionati con mia zia...Ma ti ricordi al matrimonio di nostra quadriscugina Gigetta nel '91 quando ci vestimmo pesanti e invece era caldo? Ti ricordi quando si sposò Gandolfo anni '70, quando piovve tutto il tempo, avevo sbagliato a mettermi i sandali. Sì, perché quello di Ramunzia nell'85, quando fecero il rinfresco all'aperto e venne quel terribile acquazzone?
Vanno avanti da ieri e ancora stanno parlando. E si sposa la figlia di un'amica, non una parente stretta...
Poi la gente si stupisce che io non mi voglia sposare e mi chiede il perché!!!

2 commenti:

Michela ha detto...

Rido da dieci minuti... mi farai morire un giorno o l'altro! Marta sei uno spettacolo! Se mercoedì l'aria si farà pesante ci proporrai qualche gag!

angelina ha detto...

...e con il finalone:
"quadriscugina Gigetta nel '91, Gandolfo anni '70 e Ramunzia nell'85" credo di aver toccato l'apice delle risate!!!