sabato 28 marzo 2009

Invettiva


Come tutti quelli che mi conoscono sanno io non sono appassionata di moda o di grandi firme.
Un vestito me lo compro per come mi sta e non per il nome che c'è scritto dietro o sopra o davanti o dove gli pare a loro. Oltretutto ritengo che certe firme siano particolarmente tamarre, abbiano cuciture sciatte e tessuti di scarsa qualità. Per non parlare del fatto che, con ogni probabilità, sia i vestiti del mercato sia quelli delle grandi firme sono stati entrambi cuciti in cina in un casermone dove, nei ritagli di tempo, i poveri operai assemblano anche frullatori e tostapani.
Infatti le uniche cose "di firma" (come diceva mia nonna) che ho sono finite nel mio armadio in seguito a regali. Insomma, se devo scegliere come spendere un migliaio di euro preferisco una vacanzina piuttosto che una cinturina di plastica pitonata, vi pare?
Ecco, quindi capite bene che se oggi sono andata di mia spontanea volontà sul sito di una di queste grandi firme (di cui cercherò di non fare il nome ma non ve lo prometto!) era per motivi diversi dal semplice guardare la collezione autunno-inverno 2009-2010 (ecco un altro motivo per cui odio la moda, quest'ansia di guardare sempre al futuro, di voler anticipare i tempi...mi fanno sempre sentire più vecchia o in ritardo rispetto a qualcosa.) In effetti era per lavoro. Tutto quello che mi serviva: un numero di telefono degli uffici, o anche una mail. Certo, non speravo di trovarlo alla prima. Mi accontentavo, pensate un po' voi come son messa male, del numero verde di un qualsiasi call centeraccio popolato da giovani precari.
Dunque, armata di computer vado su google e clicco sul sito ufficiale della marca tal dei tali.
Mi ritrovo su una pagina dove dominano due fattori: la roboanza e la supponenza.
Neanche il tempo di caricarla tutta che parte a fiamma una musica stile tenax il sabato sera e tutta una serie di intro a cascata noiosissime. Clicco veloce come il vento sulla scritta Skip e vengo proiettata in un'altra dimensione...ai confini della realtà.
Una serie di minischermi in cui modelle scheletriche camminano sulle passerelle, ancora a ritmo di quella house music assurda. Mentre arranco per cercare il tasto togli la musica noto con mio sommo disgusto che spostare il cursore del mouse in quella pagina infestata da ogni tipo di demoni provoca una reazione a catena di effetti tamarri come imitazione dei flash di fotogafi, stelline, brilluccichini, strobo.
Spenta la musica riesco a concentrarmi meglio e noto l'infinita supponenza della pagina. Già, perchè LORO danno per scontato che tu sia finito lì per due motivi: per guardare (e non toccare) oppure per COMPRARE.
Non ci sono alternative. Vado al link storia e mi parla della storia dell'azienda, di quanto è figa e di quanto è bella. Vado già scettica nella sottocategoria prodotti, dove si loda la preziosità dei loro modelli di fattura italiana(il che vuol dire che dall'Italia partono le direttive rivolte al casermone in Cina su come fare i vestiti)e dove si aprono gallerie infinite di collezioni dove sono contenute migliaia di immagini di borse, scarpe, cinture, vestiti etc etc.
Niente da fare. Quanto agli altri link: un breve cenno sui loro fighissimi stilisti tanto fèscion, una raccolta di cosa ha detto la stampa di loro (che sono fighi e che sono belli, ovviamente) e, messo in risalto da ulteriori effetti roboanti, lo spazio clienti, con il simbolo di un bel carrellino della spesa.
Numeri telefonici neanche l'ombra. Un solo indirizzo mail, quello al quale puoi richiedere qual è la loro boutique a te più vicina (sai cosa me ne faccio? anzi quasi quasi se resco a sapere qual è la boutique a me più vicina ne approfitto per fare due passi nei araggi imbottita di tritolo).
Ma porca miseriaccia, ma un numero telefonico di un call centeraccio? Niente di tutto ciò, non è prevista dalla loro logica di "marketing", non fa parte della loro "mission", loro si occupano solo di "customer satisfaction". La loro vanagloria e supponenza è talmente alta che nemmeno considerano il fatto che qualcuno li possa cercare per altri motivi. Basta, sono troppo incazzata.
Ancora una volta mi sento orgogliosa di ammettere che ho scritto il presente post indossando una tuta dei cinesi comprata al mercato!!

2 commenti:

CRAMPO ha detto...

Nooo!!! Le tute dei cinesi fanno venì la pellagra!

Mentre quelle firmate fatte dai cinesi no....

.... quelle fanno venire la pellagra.... però firmata!

angelina ha detto...

..o crampo..ma ti trovo sempre in tutti i commenti di tutti i blog..certo che te a lavoro non hai proprio un cazzaccio da fà :)!!!!!!